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Condominio minimo – Seconda parte

giovedì 16 Maggio , 2019

La principale caratteristica del condominio minimo, è quella dell’assenza dell’obbligo di nomina dell’amministratore, infatti rimane una scelta dei proprietari che potranno decidere liberamente.

Anche al condominio minimo si applicano le norme del codice civile, come quelle in materia di ripartizione delle spese.

Tale principio è stato confermato dalla Cassazione con sentenza 2046 del 2006, chiarendo che la disciplina del condominio (e non quella sulla comunione), prevista dal codice civile si applica anche in caso di condominio minimo, sia in merito alle disposizioni che regolamentano l’organizzazione interna,sia in relazione alle norme che regolamentano le situazioni soggettive dei partecipanti, tra cui il diritto al rimborso delle spese fatte per la conservazione delle cose comuni.

Nel condominio minino non è necessaria l’elaborazione del regolamento, infatti l’art. 1138 del codice civile, prevede l’obbligo per l’edificio con il numero dei condomini sia superiore a 10.

Le tabelle millesimali

Anche nel condominio minimo, la ripartizione delle spese per le parti comuni viene effettuata in base alle tabelle millesimali, obbligatorie anche in questi casi.

La Corte di Cassazione con la recente pronuncia n. 9280 del 2018 ha affermato che nei casi in cui le tabelle millesimali manchino, il giudice dovrà, anche ai soli fini del giudizio, individuare il valore delle proprietà dei condomini obbligati al pagamento.

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