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Condominio minimo – Ultima parte

venerdì 17 Maggio , 2019

Nel condominio minimo, le spese per la conservazione e la riparazione della cosa comune sono oggetto di delibera dell’assemblea, preventivamente convocata.

In merito al “funzionamento” dell’assemblea,  nel condominio minimo si applicano le stesse regole previste per il condominio ordinario,  debitamente adeguate.

La Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 5329 del 2017 stabilisce che nel condominio minimo, le regole del codice civile sul funzionamento dell’assemblea, vengono applicate nel momento in cui l’assemblea si costituisce regolarmente con la partecipazione di entrambi i condomini e deliberi validamente con decisione unanime (intesa come frutto della partecipazione di entrambi i comproprietari alla discussione).

Se non si riesce ad ottenere l’unanimità, ci si rivolgerà al giudice; l’art. 1105 del codice civile stabilisce che “se non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero, se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all’autorità giudiziaria” che provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.

Detrazioni fiscali

L’Agenzia delle Entrate con Circolare 7/E del 2018, ha chiarito alcuni aspetti sulla fruizione delle detrazioni fiscali in caso di ristrutturazioni nel condominio minimo.

La Circolare aspecifica che per godere delle detrazioni non è necessario acquisire il codice fiscale del condominio. In tal caso i contribuenti, per beneficiare della detrazione per gli interventi edilizi realizzati su parti comuni di un condominio minimo per la quota di spettanza, potranno inserire nei modelli di dichiarazione le spese sostenute utilizzando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il relativo bonifico.

Ogni condomino che ha eseguito il bonifico per la propria quota di competenza dovrà riportare in dichiarazione il proprio codice fiscale. Il contribuente in sede di controllo, dovrà dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio ed esibire ai CAF o agli intermediari abilitati, la documentazione richiesta per provare il diritto all’agevolazione, un’autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio.

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