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Infiltrazioni d’acqua in condominio – Ultima Parte

domenica 19 Maggio , 2019

La Corte di Cassazione nell’accogliere il ricorso del condominio, confermava che la fonte del danno ingiusto fosse la rottura della chiave di stacco dell’acqua, nel locale cucina dell’appartamento superiore, ma si ritenne più adeguato l’orientamento giurisprudenziale in base al quale si fa riferimento al criterio di riparto fondato sulla ubicazione delle condutture, piuttosto che sulla mera destinazione.

Si precisa che l’individuazione degli impianti viene effettuata in base al contenuto dell’art. 1117 c.c. interpretato in combinato disposto con l’art. 2051 c.c.

Concludendo

La responsabilità per custodia è “una forma di responsabilità che ha fondamento giuridico nella circostanza che il soggetto chiamato a rispondere si trovi in una relazione particolarmente qualificata con la cosa, intesa come rapporto di fatto o relazione fisica implicante la effettiva disponibilità” (Cass. 19045/2010).

In base a detto principio, la Cassazione confermava l’orientamento affermato nel ’63, per cui “la presunzione di condominio dell’impianto idrico di un immobile in condominio non può estendersi a quella parte dell’impianto stesso, ricompresa nell’ambito dell’appartamento dei singoli condomini, cioè nella proprietà esclusiva di questi, e di conseguenza nemmeno le diramazioni che, innestandosi nel tratto di proprietà esclusiva, anche se questo sia allacciato a quello comune, servono ad addurre acqua agli altri condomini“.

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