condominio

Responsabilità del neo condomino – ultima parte

venerdì 24 Maggio , 2019

Il nuovo condomino si rivolse alla Corte di Cassazione, evidenziando la violazione e la falsa applicazione dell’art. 63 disp. att. c.c.

La Corte di Cassazione sanciva che “il limite temporale (biennale) per il pagamento dei contributi condominiali pregressi da parte del condomino subentrate a precedente condomino moroso costituirebbe un limite inderogabile ma solo nel limite e non nel massimo”.

Quindi è possibile considerare la responsabilità del nuovo condomino anche per le morosità oltre il biennio precedente all’acquisto, sulla base di specifica clausola del regolamento, costituente un’obbligazione per un debito fondato sul diritto di proprietà o di altro diritto reale sulla cosa.

Conclusioni

La Suprema Corte di Cassazione in ogni caso stabilisce che “è comunque estraneo – prima dell’acquisto – al regolamento condominiale, la cui autonomia non può mai esercitarsi contro una ben precisa inderogabilità voluta dalla citata norma di attuazione del c.c. anche all’evidente fine di non alimentare incertezze sui limiti della responsabilità de qua in concreto oltremodo ostativi alla circolazione dei beni (che è bene ancorare a certezza del diritto e non ad incertezze interpretative)”.

Per quanto riguarda infine la tipologia dei debiti “giova, all’uopo, rammentare i principi – già affermati da questa Corte – per cui in tema di condominio negli edifici, la responsabilità solidale dell’acquirente di una porzione dì proprietà esclusiva per il pagamento dei contributi dovuti al condominio dal condomino venditore è limitata al biennio precedente all’acquisto, trovando applicazione l’art. 63, (già) secondo co., disp. att. c.c. e non già l’art. 1104 c.c. atteso che, ai sensi dell’art. 1139 c.c., le norme sulla comunione in generale si estendono al condominio soltanto in mancanza di apposita disciplina“.

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