condominio

Il terzo creditore del condominio – Seconda Parte

giovedì 30 Maggio , 2019

La Suprema Corte rileva che l’oggetto del giudizio (contestazione del diritto di un creditore del condominio di procedere, con titolo giudiziale, ad esecuzione forzata nei confronti dello stesso condominio, mediante pignoramento dei suoi crediti verso i condomini per contributi), non rientra tra le attribuzioni proprie dell’amministratore, ex art. 1130 c.c.; di conseguenza per poter agire è necessaria la preventiva autorizzazione dell’assemblea.

Il ricorso del condominio venne dichiarato inammissibile, così come l’opposizione del condomino terzo pignorato, tuttavia la Cassazione esaminava comunque il merito (ex art. 363, comma 3, c.p.c.), in quanto trattasi di una questione di particolare importanza: la possibilità o meno, per il creditore del condominio che abbia conseguito un titolo esecutivo nei confronti dello stesso, di procedere all’espropriazione dei crediti nei confronti dei singoli condomini per i contributi dagli stessi dovuti e, di conseguenza, anche sulla possibilità per il creditore di pignorare il conto corrente condominiale.

L’orientamento della Suprema Corte

La Cassazione ritiene che in base ai principi generali (artt. 2740 e 2910 c.c.), mediante l’espropriazione forzata sia possibile espropriare al debitore tutti i suoi beni, inclusi i crediti.

Nel caso del condominio si può configurare un rapporto obbligatorio tra condominio e singolo condomino, con riguardo al pagamento dei contributi condominiali.

Non vi è alcun ostacolo nel c.d. principio di parziarietà delle obbligazioni condominiali, previsto dal legislatore nella riforma del 2012 che ha riformulato l’art. 63 disp. att.  c.c.

Detto principio implica che l’esecuzione contro il singolo condomino non possa avere luogo per l’intero debito del condominio, ma solo nei limiti della sua quota di partecipazione al condominio stesso. Se l’esecuzione avviene contro il condominio, l’esecutato è il condominio stesso, debitore per l’intero, ma l’espropriazione dei beni e diritti del condominio, cioè di beni che, proprio in quanto condominiali, appartengono pro quota a tutti i condomini, finisce per attuare il richiamato al principio di parziarietà, senza violarlo.

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