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IL TERZO CREDITORE DEL CONDOMINIO – ULTIMA PARTE

venerdì 31 Maggio , 2019

La Corte di Cassazione a norma dell’art. 363, comma 3 c.p.c.,  prevede il principio di diritto in base al quale: ottenuto il titolo esecutivo (sentenza o decreto ingiuntivo), il creditore può agire per l’intero credito ed intimare il precetto al condominio e, in caso di mancato pagamento, procedere al pignoramento dei beni e diritti di pertinenza dello stesso.

Inoltre con lo stesso titolo esecutivo può agire esecutivamente pro-quota, nei confronti dei singoli condomini morosi, previa notifica del titolo stesso e dell’atto di precetto.

In assenza di esplicito divieto normativo, nulla osta al creditore di poter agire per l’intero credito escutendo il conto corrente condominiale.

Concludendo

Quando il condominio stipula un contratto con il terzo, sorgono due tipi di obbligazioni, una per intero del condominio nei confronti del terzo, ed una parziale (pro-quota) del condomino nei confronti del condominio, in quanto il pagamento effettuato dal condomino direttamente nelle mani del terzo creditore del condominio non lo libera dall’obbligazione nei confronti dell’amministratore. Non si può impedire al terzo creditore di soddisfarsi, per intero, sui crediti eventualmente a disposizione del condominio e, quindi, sul conto corrente condominiale.

L’eventuale pignoramento del saldo di conto corrente condominiale da parte del creditore è finalizzato soddisfare in via esecutiva la sola obbligazione per l’intero gravante sull’amministratore e non interferisce col meccanismo del beneficio di escussione ex art. 63, co. 2°, disp. att. c.c., il quale è posto a presidio unicamente dei distinti obblighi pro quota spettanti ai singoli.

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