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Insulti all’amministratore – Prima Parte

lunedì 10 Giugno , 2019

Non si configura il reato nei confronti dell’avvocato difensore del Condominio, in caso di espressioni offensive utilizzate nell’atto di giudizio con cui si contesta all’amministratore la mala gestio dell’ente.

In questi casi infatti si applica l’esimente di cui all’art. 598 c.p. se le espressioni appaiono funzionali all’obiettivo a cui tende l’atto e restano nel perimetro della controversia, ovvero ottenere dall’amministratore un risarcimento, senza sconfinare in attacchi personali.

La vicenda

Ciò è stato sancito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 21749/2019) che ha annullato senza rinvio, per insussistenza del fatto. L’avvocato che aveva patrocinato il Condominio, utilizzava espressioni considerate diffamatorie, indicate nella comparsa di costituzione e risposta con domanda riconvenzionale che l’avvocato aveva redatto nell’interesse del Condominio, allo scopo di contrastare la pretesa dell’amministratore a vedersi riconosciuti una somma a titolo di compenso e di restituzione di anticipazioni e ad ottenere da questi il risarcimento per una paventata mala gestio.

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