condominio

Insulti all’amministratore – Ultima Parte

martedì 11 Giugno , 2019

In Cassazione il fatto viene ritenuto non costituire reato ex art. 598 c.p., norma relativa ad offese contenute in scritti presentati o discorsi pronunciati dalle parti o dai loro difensori in procedimenti innanzi all’autorità giudiziaria o amministrativa.

Si tratta di una condotta non punibile nella misura in cui le espressioni offensive riguardino, in modo diretto ed immediato, l’oggetto della controversia ed abbiano rilevanza funzionale nel sostenere la tesi prospettata o comunque nell’ottica dell’accoglimento della domanda proposta.

Concludendo

La Corte di Cassazione ritenne che le espressioni contenute nella comparsa di risposta indicate nel capo di imputazione siano pertinenti e funzionali allo scopo di contestare la pretesa dell’amministratore ad ottenere una somma dal condominio e di ottenere a sua volta, per profili di mala gestio dettagliatamente prospettati, il pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno.

In relazione all’oggetto della causa così individuato, le espressioni utilizzate possono ritenersi funzionali a sostenere la pretesa, riguardando la condotta professionale dell’amministratore, rispetto alla materia del contendere e alla posizione non solo difensiva, ma anche reattiva del condominio, di suoi atteggiamenti connessi all’attività lavorativa.

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