condominio

Difendersi dai gatti del vicino – ultima parte

giovedì 27 Giugno , 2019

La legge tutela gli animali, ma non mancano le pronunce giurisprudenziali che condannano le cosiddette “gattare”, ciò avviene non perché ci si prende cura delle colonie feline, fornendo loro cibo ma per il fatto di non aver pulito successivamente per terra.

La pulizia è infatti obbligatoria, quantomeno negli stabili condominiali, così da garantire l’igiene e il decoro delle parti comuni; ciò vale sia per gli animali randagi che per quelli “domestici”.

Il Codice civile prevede che ciascun condomino possa utilizzare gli spazi comuni per i propri interessi e bisogni, ivi compresi quelli dei propri animali, a condizione che non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uso. Impiegare un piccolo angolo del cortile per dare da mangiare ai gatti randagi non costituisce un comportamento vietato. Salvo che vi sia una delibera dell’assemblea che disponga un divieto in tal senso, la votazione può essere assunta a maggioranza. Invece, con l’unanimità si può impedire del tutto ai condomini di detenere animali in caso o fuori.

Se dovesse provenire puzza dagli escrementi o dagli avanzi di cibo, tali da superare la normale tollerabilità, si può ricorrere al giudice per ottenere, una inibitoria e l’eventuale risarcimento del danno.

Avere più di un gatto in casa non è vietato dalla legge, ma se il numero diventa tale da costituire una sofferenza per gli stessi felini allora si può essere denunciati per maltrattamento di animali.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento