condominio

Revoca giudiziale dell’amministratore – Prima Parte

lunedì 1 Luglio , 2019

La revoca dell’amministratore è disciplinata dagli artt. 1129 e 1131 c.c., e dall’art. 64 disp. att. c.c., in base ai quali il Tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente.

Quando si ha la revoca

L’art. 1129 c.c. al comma 11, indica le situazioni in cui l’amministratore può essere revocato (oltre all’ipotesi della revoca per volontà assembleare):

  • quando non comunica all’assemblea i provvedimenti dell’autorità amministrativa o citazioni che esulano dalle sue attribuzioni (art. 1131 c.c.);
  •  nel caso in cui non renda il conto della sua gestione o per gravi irregolarità;
  • quando siano emerse gravi irregolarità fiscali imputate all’amministratore o per la mancata apertura ed utilizzazione del conto intestato al condominio ma, solo dopo aver convocato l’assemblea chiamata a far cessare le violazioni ed a revocare l’amministratore. In caso di mancata revoca ogni condomino può rivolgersi all’autorità giudiziaria e le spese del procedimento sono poste a carico del condominio che potrà poi rivalersi sull’amministratore revocato.

L’art. 1129 c.c., inoltre, specifica quali possono essere le ulteriori “gravi irregolarità” che, non hanno il carattere della esaustività, in considerazione del fatto che altre possibili fattispecie sono state indicate nel tempo dalla giurisprudenza.

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