condominio

REVOCA GIUDIZIALE DELL’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO – QUARTA PARTE

giovedì 4 Luglio , 2019

La Suprema Corte di Cassazione in merito a questo procedimento (eccezionale ed urgente), sostitutivo della volontà assembleare, e basato sulla necessità di assicurare un’efficace tutela della gestione dell’amministrazione condominiale, per escludere il pericolo di un grave danno  dovuto alle condotte dell’amministratore, fondato sulla celerità, informalità ed ufficiosità, che non riveste, tuttavia, alcuna efficacia decisoria e lascia salva al mandatario revocato la facoltà di chiedere la tutela giurisdizionale del diritto provvisoriamente inciso, facendo valere le sue ragioni attraverso un processo a cognizione piena.

La mediazione

In relazioni a queste considerazioni di può concludere che il procedimento di mediazione non va d’accordo con quello di revoca giudiziale, innanzitutto perché, trattandosi di un procedimento in camera di consiglio, (a mente dell’art. 5, IV co., lett. f, D.Lgs. 28/2010), la mediazione non dovrebbe applicarsi; inoltre essendo lo stesso conseguente a supposte “gravi irregolarità” dell’amministratore, non vi è nulla da mediare, salva l’ipotesi altamente improbabile che lo stesso “ammetta” le proprie responsabilità.

Infine, visti i caratteri di eccezionalità e urgenza del procedimento di revoca, finalizzati ad assicurare una rapida ed efficace tutela ed una corretta gestione condominiale, nonché ad evitare il pericolo di grave danno derivante da determinate condotte dell’amministratore, richiedere obbligatoriamente il preventivo esperimento della mediazione, con tutte le conseguenze in ordine di “tempo”, confliggerebbe con la ratio e con le esigenze di celerità cui è ispirato l’istituto della revoca giudiziale.

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