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REVOCA GIUDIZIALE DELL’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO – ULTIMA PARTE

venerdì 5 Luglio , 2019

Contro il decreto di revoca del Tribunale è possibile il reclamo alla Corte d’Appello (art. 669 terdecies cpc), entro dieci giorni dalla comunicazione ovvero dalla notificazione, se precedente.

Detto procedimento termina con un’ordinanza non impugnabile, e le parti possono far valere le proprie ragioni attraverso un processo di cognizione.

Le spese di giudizio

Al procedimento di volontaria giurisdizione di nomina o revoca dell’amministratore di condominio non può essere applicato l’art. 91 cpc, in materia di condanna alle spese, queste rimarranno a carico del soggetto che le abbia anticipate proponendo il ricorso all’autorità giudiziaria (Cassazione sentenza n. 25336 del 2018).

Vero è che il principio della soccombenza è applicabile anche ai procedimenti di volontaria giurisdizione tutte le volte in cui, si registrino situazioni di contrasto tra le parti che richiedano giudiziale composizione, come comunemente avviene in siffatti procedimenti, quasi sempre aventi natura effettivamente contenziosa.

L’art. 1129 cc  all’undicesimo comma stabilisce che il ricorrente possa rivalersi delle spese legali sostenute per il provvedimento giudiziale di revoca nei confronti del condominio il quale, a sua volta, potrà rivalersi nei confronti dell’amministratore.

Ciò è subordinato all’ipotesi in cui la domanda di revoca giudiziale sia subordinata alla preventiva convocazione dell’assemblea, e dunque solo  se l’assemblea non provveda autonomamente alla revoca dell’amministratore.

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