condominio

Telecamera puntata sulla strada – Prima Parte

lunedì 8 Luglio , 2019

Il sistema di videosorveglianza che riprende il “pubblico transito”, di per sé non risulta illegittimo se impiegato per difendere beni primari quali sicurezza o proprietà privata, e le telecamere siano regolarmente segnalate.

Non viene integrato il reato di violenza privata ex art. 610 c.p. in quanto le libertà individuali vanno bilanciate con le esigenze di sicurezza sociale; di conseguenza se il proprietario delle telecamere vuole presentare denuncia in relazione ai fatti illeciti emergenti dalle videoriprese, potrebbero al più ritenersi integrati i singoli reati di minaccia, di molestia, di ingiuria.

Ciò è stato chiarito dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 20527 del 2019, che ha annullato la sentenza che aveva condannato due persone per il reato di violenza privata, per insussistenza del fatto.

La fattispecie

La condotta si traduceva nell’installazione sul muro perimetrale delle abitazioni di telecamere a snodo telecomandabile per ripresa visiva e sonora, orientate su aree aperte al pubblico transito, “costringendo” gli abitanti della zona, a tollerare di essere costantemente osservati e controllati nell’espletamento delle loro attività lavorative e nei loro movimenti.

Controlli che venivano poi riferiti e utilizzati per rimarcare la commissione di presunti illeciti (schiamazzi, parcheggio delle auto fuori dalle aree di sosta consentite, deiezioni animali abbandonante dinanzi al cancello delle abitazioni, e così via) che sarebbero stati perseguiti mediante esposti e denunce effettivamente poi inoltrati alle competenti autorità competenti.

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