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Telecamere puntate sulla strada – Ultima Parte

mercoledì 10 Luglio , 2019

Elemento fondamentale per la Cassazione è la libertà individuale che va bilanciata con la sicurezza; inoltre in tema di riprese tramite mezzi di videosorveglianza è previsto che chiunque installi tale sistema debba provvedere a segnalarne la presenza, con appositi cartelli posti a ridosso dell’area interessata, in modo tale che risultino visibili.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

In riferimento a detto equilibrio tra interessi e libertà individuali, la Cassazione richiama una pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (causa C-212/13) nella quale i giudici hanno precisato che la videosorveglianza che si estende allo spazio pubblico, quella cioè installata dal privato e diretta al di fuori della sua sfera privata, non appare come un’attività esclusivamente personale.

Dunque ciò che in generale viene ritenuto illegittimo, può essere considerato lecito se nel caso di specie, vi sia un legittimo interesse del responsabile del trattamento alla protezione dei propri beni come la salute, la vita propria o della sua famiglia, la proprietà privata; se sussistono tali condizioni, è sufficiente l’informazione alle persone della presenza del predetto sistema.

Concludendo

Il sistema di videoripresa organizzato dagli imputati poteva essere finalizzato alla protezione di detti beni primari (sicurezza, vita e proprietà privata), essendo stata rispettata anche la prescrizione della preventiva informativa al pubblico.

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