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Litigare con i vicini – Ultima Parte

lunedì 15 Luglio , 2019

La Corte di Cassazione accoglieva le motivazioni dell’imputato e annullava la sentenza, rinviandola ad altra sezione della Corte d’Appello.

Secondo la Suprema Corte, ha ragione l’imputato nel ritenere il ragionamento del giudice di secondo grado “del tutto disancorato dalla piattaforma probatoria acquisita in atti e, dall’altro, frutto di un astratto riferimento a regole esperienziali. In particolare, il delineato passaggio motivazionale è inficiato dalle dedotte aporie di ordine logico, posto che la massima di esperienza richiamata dai giudici, in base alla quale la chiusura delle narici obbliga fisicamente il soggetto che tiene serrata la mandibola nell’azione mordace ad aprire la bocca per respirare, non tiene conto della concitazione del momento e dell’elevato grado di aggressività palesata dallo S., che stava realizzando una pervicace manovra offensiva, in danno del D.

Concludendo

La Corte d’Appello, in sede di rinvio dovrà valutare l’applicabilità della nuova legge sulla legittima difesa (Legge n. 36/2019), in quanto lo scontro verbale e fisico ha avuto luogo nel giardino recintato posto al piano terra dell’edificio dell’imputato e che quindi la reazione all’offesa ingiusta, come ricavabile dalla formulazione dei nuovi artt. 52 e 55 c.p in relazione con l’art 62, comma 1, punto 5), è stata posta in essere a seguito della violazione del domicilio e in condizioni di minorata difesa.

Dette norme sono più favorevoli e ampliano i casi di non punibilità ai sensi dell’art. 2, comma 4, c.p., e possono trovare applicazione retroattiva, anche rispetto a fatti commessi in data anteriore alla sua entrata in vigore.

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