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CANI CHE ABBAIANO TROPPO – ULTIMA PARTE

martedì 23 Luglio , 2019

L’ordinanza del Sindaco veniva impugnata dal proprietario degli animali, davanti al TAR contestando l’illegittima utilizzazione del potere straordinario di ordinanza contingibile ed urgente.

Il provvedimento, secondo il cittadino era privo di una situazione di effettiva eccezionalità ed imprevedibilità tale da far temere emergenze igienico sanitarie o pericoli per la pubblica incolumità.

La decisione del TAR

I giudici del TAR accoglievano l’istanza di sospensione cautelare del proprietario dei cani, atteso che l’ordinanza faceva riferimento alla necessità di “tutelare la salute pubblica” ma venne adottata allo scopo di evitare “il disturbo del sonno” dei vicini del ricorrente e il “conseguente stress ed ansia che alterano lo stato di salute e le normali attività quotidiane”, ben superabile con altri rimedi apprestati dall’ordinamento.

Le ordinanze di questo tipo, non possono essere adottate per controversie tra privati, ma esclusivamente  per tutelare la collettività in situazioni eccezionali di particolare gravità in relazione alla previsione di un danno incombente per cui non possa provvedersi con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione.

Inoltre l’ordinanza è priva di un termine di efficacia temporale, il quale costituisce uno dei presupposti al fine della sua validità ed efficacia: “solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extraordinem, che permettono la compressione dei diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge, con conseguente deviazione dal principio di tipicità degli atti amministrativi e possibilità di deroga alla disciplina vigente, stante la configurabilità residuale, quasi di chiusura, di tale tipologia provvedimentale“.

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