condominio

Diritto di visionare i documenti – Prima Parte

mercoledì 31 Luglio , 2019

Con la riforma del condominio – L. 220/2012, sono stati previsti una serie di documenti che l’amministratore deve redigere o conservare a disposizione della compagine condominiale.

L’amministratore inoltre deve comunicare, all’atto della nomina o della conferma, i locali dove sono custoditi i registri condominiali obbligatori e, in particolare il registro di anagrafe condominiale, quello dei verbali delle assemblee, di nomina e revoca dell’amministratore e del registro di contabilità, nel quale è compreso l’estratto conto del C/C condominiale.

Si tratta di un obbligo di conservazione delle scritture e dei documenti che vige per dieci anni dalla data della relativa registrazione e l’amministratore, all’atto della cessazione dell’incarico, è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente il condominio ed i singoli condomini.

Visionare e fare copia dei documenti

La riforma del condominio mira ad assicurare maggiore trasparenza nella gestione contabile dell’amministratore.

L’amministratore è tenuto infatti a fornire al condomino che ne faccia richiesta, l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso.

Con la riforma dell’art. 1129 c.c., il legislatore ha garantito un vero e proprio diritto di acceso e visione del singolo condomino ai “documenti” condominiali, anche con facoltà di estrarne copia.

I condomini dunque hanno diritto, a richiesta di ottenere la documentazione richiesta, tanto è vero che, ai sensi del predetto art. 1129, II co. (norma espressamente ritenuta inderogabile dall’art. 1138 c.c.) l’amministratore, deve indicare i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta, può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa, copia da lui firmata.

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