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Negoziazione assistita in condominio – Prima Parte

lunedì 5 Agosto , 2019

L’accordo di negoziazione assistita concluso dal Condominio non rappresenta titolo esecutivo in assenza dell’esplicita conformità dello stesso accordo alle norme imperative e di ordine pubblico.

Si tratta di una specifica attestazione, con la quale gli avvocati che partecipano, certificano di avere compiuto un positivo vaglio di legalità sostanziale.

Ciò è stato sancito dal Tribunale di Roma con sentenza n. 12727 del giugno 2019, pronunciandosi sull’opposizione all’esecuzione di un condominio ex art. 615 c.p.c. e agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.

La fattispecie

Si trattava di opposizione ad un atto di precetto notificato al condominio su titolo esecutivo  (accordo a seguito di negoziazione assistita), con il quale si intimava al condominio il pagamento di una determinata somma.

Il condominio opponente riteneva che l’accordo notificato non costituiva titolo esecutivo perché redatto in violazione di legge (ex art. 5 D.L. 132/2014, conv. L. 162 /2014).

Precisamente si rilevava l’omissione della necessaria dichiarazione da parte degli avvocati della conformità dell’accordo alle norme imperative e di ordine pubblico; e ciò comportava l’inesistenza del diritto di controparte a procedere in mancanza dell’efficacia esecutiva.

E’ dunque importante coordinare la disciplina della negoziazione assistita con quella della mediazione obbligatoria (d.lgs. n. 28/2010), la quale fa espressamente riferimento alle controversie in materia di condominio, mentre il D.L. n. 132/2014, che ha introdotto la negoziazione assistita, non esclude le liti condominiali.

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