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La negoziazioni assistita in condominio – seconda parte

martedì 6 Agosto , 2019

Secondo il Tribunale l’opposizione all’esecuzione deve essere accolta, infatti la negoziazione assistita serve per incentivare strumenti alternativi alla giurisdizione, che siano in grado di produrre lo stesso risultato.

Non vi sono indicazioni nel D.L. 132/2014 (conv. in L. 1627/2014) in merito agli effetti e al regime giuridico dell’accordo che compone la controversia all’esito della convenzione di negoziazione assistita, così come nulla si dice a proposito degli effetti e del regime giuridico dell’accordo che si raggiunge in sede di mediazione.

Quindi si tratta di un contratto (una transazione o un accordo atipico con medesima causa) che segue le norme di diritto comune: una convenzione negoziale che ben potrebbe essere stipulata dalle parti nella propria autonomia ma che, salvo venga trasfusa in una scrittura privata autenticata, non potrebbe fungere da titolo esecutivo.

Le norme imperative e di ordine pubblico

Il legislatore ha voluto favorire la formazione di titoli esecutivi di origine negoziale ritenendo necessario però, che gli avvocati autentichino la sottoscrizione della parte e attestassero la conformità del regolamento negoziale alle norme imperative e di ordine pubblico.

Si tratta di un elemento al quale è subordinata la capacità dell’accordo negoziale di divenire titolo esecutivo.

Il comma secondo dell’art. 2 D.L. 1327/2014 richiede che espressamente gli avvocati, oltre a certificare l’autografia delle firme, attestino la conformità dell’accordo alle norme imperative ed all’ordine pubblico e questo quid pluris rispetto a un qualsiasi negozio privato non può essere inteso come una superfetazione inutile.

Se manca la dichiarazione, per il Tribunale di Roma non sarebbe una mera irregolarità formale come sostenuto da altra giurisprudenza. Invero, la stessa disciplina prevista in sede di mediazione, allorché le parti raggiungano un accordo in assenza dei legali o gli stessi non certifichino l’accordo, prevede che il verbale di accordo, il cui contenuto non è in contrario all’ordine pubblico o a norme imperative, su istanza di parte, sia omologato dal Presidente del Tribunale.

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