condominio

RECUPERO EDILIZIO IN CONDOMINO – ULTIMA PARTE

venerdì 9 Agosto , 2019

Il comma 9 dell’art. 10 stabilisce che gli interventi su immobili distrutti o danneggiati da terremoti, possano essere decisi con la maggioranza semplice, ovvero con il voto della maggior parte dei presenti in assemblea che rappresenti almeno un terzo dei millesimi totali (quorum deliberativo), a condizione che alla riunione abbia partecipato un numero di condomini che rappresentasse almeno la metà dei millesimi dell’edificio (quorum costitutivo). Con un rinvio alla maggioranza semplice soltanto ai fini della deliberazione, mentre l’assemblea potrà dirsi validamente costituita (e potrà quindi deliberare) solo se siano presenti almeno 500 millesimi (e non soltanto un terzo come previsto in via ordinaria).

I poteri del sindaco

Per quanto riguarda i poteri del sindaco sugli immobili degradati, può ordinare ai privati gli interventi necessari e urgenti su immobili pericolanti, che rappresentino quindi una possibile fonte di pericolo.

Novità sono state introdotte dall’art. 5 sexies che prevede che negli edifici condominiali dichiarati degradati dal sindaco con ordinanza urgente, già notificata all’amministratore, qualora ricorrano le condizioni di cui all’art. 1105, quarto comma c.c., si possa procedere alla nomina di un amministratore giudiziario su impulso del medesimo primo cittadino.

Il sindaco con l’ufficio tecnico, dovrà aver valutato che lo stesso edificio possa costituire un pericolo per i terzi, allora potrà emettere un’ordinanza con la quale prescrivere gli interventi da effettuare per mettere in sicurezza l’immobile e comandare al proprietario di attivarsi entro un dato termine.

In caso di edificio condominiale, l’ordinanza dovrà essere notificata all’amministratore, come rappresentante della compagine condominiale. Qualora questo non si attivi nei termini indicati, il sindaco potrà presentare ricorso al Tribunale competente per territorio affinché si proceda alla nomina di un nuovo amministratore che “assume le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell’assemblea”.

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