Spese condominiali

LA RIPARTIZIONE DEI CONSUMI DELL’ACQUA IN UN CONDOMINIO

giovedì 9 Gennaio , 2020

A cura di dott.Alberto Berger
Esperto in materia condominiale

Siamo a fine esercizio e spesso nei condomini si chiudono i bilanci di esercizio e gli amministratori si apprestano a raccogliere tutti i dati dei consumi da ripartire nei bilanci.

Si parla qui di acqua fredda ed acqua calda (dimentichiamo per un momento il costo di produzione dell’acqua calda sanitaria), se esistono dei contatori negli appartamenti di ciascun condominio.

Se non esistono i contatori, ci si deve chiedere con quale altro criterio si ripartisce la spesa e dove è definito questo criterio nel condominio.

Partiamo dalle norme di riferimento:

In condominio, fatta salva la diversa disciplina convenzionale, la ripartizione “spese consumo acqua condominiale” deve essere eseguita tramite strumenti idonei. In mancanza di contatori installati in ogni singola unità immobiliare, va effettuata, ai sensi dell’art. 1123 comma 1 c.c, in base ai valori millesimali delle singole proprietà”.

Parliamo innanzitutto di “sistemi di misura” e dei così detti contatori.

Essi sono costituiti da apparecchiature di installazione in genere inizialmente uniforme per tutti gli appartamenti al momento della loro costruzione, poi oggetti alla loro sostituzione o aggiunte in tempi successivi, in relazione a ristrutturazioni o nuovi frazionamenti.

Se misurano “l’acqua consumata”, essi misurano generalmente metri cubi o frazione degli stessi, a differenza di misuratori di consumi di energia termica, che rilevano quindi generalmente una lettura di chilowattora o KwH o multipli.

Ma ogni sistema di misura, specialmente se usato per una ripartizione anche alla fine delle della distribuzione di costi in relazione ai consumi individuali, è soggetto a rispondere a specifiche norme UNI che ne determinano anche la precisione o tolleranza nella misurazione, come le obbligatorie necessarie revisioni periodiche, che ne certifichino il mantenimento degli standard di precisione definiti dalle norme relative alle caratteristiche costruttive e quindi UNI.

Ogni sistema di misura, come definito da leggi di riferimento europee, poi statali, poi riprese specificatamente da enti provinciali, deve essere quindi ritarato, generalmente ogni 10 anni.

Il costo della “ritaratura” che avviene inviando il contatore ad un ente specifico autorizzato, tenendo conto anche dell’impossibilità di rimanere in un appartamento privi di tale contatore, rende così necessaria la sostituzione ogni 10 anni.

Ma come vedo la data di installazione di un contatore d’acqua?

In genere si trova nel quadrante e precede il numero di serie.

Qui l’anno di costruzione è il 2019
Qui l’anno di costruzione è il 2009

Nel primo contatore a sinistra leggo un valore si 1.254,091 metri cubi di acqua consumati dall’installazione del contatore, nel secondo a destra, installato nel 2019 (l’anno di costruzione del contatore può essere antecedente), il consumo rilevato è di 20 metri cubi e le lancette rosse, indicano ancora la frazione di 0,865 metri cubi.

Ma come effettuare le letture e quando?

Certamente le letture dei contatori dovrebbero essere effettuate “tutte insieme” in un condominio, perché la somma dei metri cubi consumati, così come rilevati ai piani, dovrebbe più o meno coincidere con il consumo rilevato dal contatore condominiale e quindi ancora ai consumi addebitati dall’ente erogatore, facendo attenzione di leggere dalle bollette il periodo di riferimento e letture non “stimate”, ma “certe”.

Spesso la somma delle letture individuali non è riferibile alla lettura globale e ciò identifica generalmente alcuni problemi:

  • letture non precise o non tutte effettuate in periodi sincroni
  • dispersioni di consumi
  • consumi accessori (vedi lavandino per l’imprese delle pulizie, o rubinetti di servizio in giardino, nei garage ecc.

Un’ analisi da parte dell’amministratore al primo anno del suo incarico, dovrebbe portare a chiarire tutti questi aspetti.

Letture con differenze tra consumi singoli rilevato e consumi totali, sono sempre sintomo di “problemi non affrontati” e che vanno risolti o chiariti.

L’amministratore può decidere di mandare un incaricato ad eseguire le letture, dietro preavviso, a fine esercizio (letturista dal costo di cca. € 15,00 ad appartamento) oppure l’assemblea può aver deciso che ogni condomino invii una foto del contatore ad una data precisa.

La data precisa di fine esercizio non è però quasi mai un concetto acquisito e chiaro per tutti.

C’è chi è in ferie chi si dimentica, chi non lo sa fare, chi non è preciso.

L’amministratore dovrebbe chiedere la foto, con una data, una firma e l’indicazione della PM sul foglio che raccoglie dai condomini.

In genere, sia l’amministratore, che il condomino, alla fine concludono dicendo che “ciò che non viene letto quest’anno, sarà letto l’anno prossimo, nulla cambia……”, ma non è così.

Ho una mia personale statistica in merito e l’esito è preoccupante: non esiste qui a mio avviso coscienza e precisione.

Spesso l’amministratore, in mancanza di dati, riprende i consumi dell’anno precedente, per poi dovere rilevare l’anno successivo la correzione, laddove arrivi una lettura poi precisa al secondo anno.

Ci si dimentica però che le tariffe del consumo d’acqua variano per scaglioni di consumo.

Si dice che in media una persona consumi 220 litri d’acqua al giorno, circa 80 metri cubi l’anno.

In genere i costi per un cittadino variano a metro cubo in relazione dei seguenti scaglioni:

  • Fino a 30 mc anno = € 1,37 a mc
  • Da 30 a 90 mc anno = € 2,88 a mc
  • Da 90 a 200 mc anno = € 3,61 a mc

Si aggiunge la quota fissa per utenza di € 56,34

Facile passare quindi ad uno scaglione superiore ai 90 mc anno

Cito dei dati di riferimento, certamente variabili per città e nel tempo.

E’ chiaro in questo contesto che se un condomino legge e comunica i consumi a date diverse, spesso anche di mesi, rispetto alla richiesta, in genere a sollecito dell’amministratore alle porte dell’assemblea due medi dalla fine dell’esercizio in chiusura, è facile essere passati ad un diverso scaglione di addebito del costo a metro cubo.

Allego un esempio:

Ecco che ho cercato di dare una “visione” sulla complessità dei temi.

Spesso di tutto ciò non vi è traccia nei bilanci e spesso regna la semplificazione estrema, perché è un tema difficile e difficile “da controllare”.

Se si parla di acqua fredda è un conto, i costi sono probabilmente limitati, ma si deve considerare che si aggiunge l’acqua calda, sia come consumi dell’acqua che come costi di produzione del calore e qui il tema diventa “scottante” e la precisione algebrica e concettuale fondamentale

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