condominio

Oratorio disturba i condomini – Prima Parte

lunedì 3 Febbraio , 2020

Il Tribunale di Palermo con ordinanza del dicembre 2019, stabiliva che se le attività ricreative e ludiche svolte in oratorio risultano essere rumorose ed intollerabili per gli abitanti degli appartamenti vicini, può scattare la tutela cautelare del giudice; quest’ultimo infatti potrà: inibire le attività se non vengono adottati appositi accorgimenti, disciplinare gli orari della pratica ludica, vietare l’uso di impianti di amplificazione e limitare l’utilizzo degli spazi esterni.

I condomini infatti lamentavano l’uso improprio del piazzale: fonte di un frastuono percepito chiaramente nelle loro case tale da aver reso intollerabile abitare gli ambienti domestici.

La fattispecie

Il caso scaturiva dalla quotidiana attività sportiva che si svolgeva anche in estate, la quale generava frastuono non compatibile con le esigenze abitative dei ricorrenti e delle loro famiglie: attività prolungate, anche nel fine settimana fino a tarda sera, uso di palloni da gioco e impianti amplificatori, trombette da stadio in occasione di manifestazioni, attività ricreative e tornei sportivi.

Secondo i condomini ricorrenti si trattava di immissioni intollerabili, e non avendo raggiunto con l’Oratorio nessun accordo sulle modalità di impiego del cortile e su un regolamento rispettoso degli abitanti limitrofi, i condomini si rivolsero all’autorità giudiziaria allegando il grave e irreparabile pericolo per la loro serenità e salute psico/fisica e rivendicando il diritto ad abitare pacificamente all’interno dei rispettivi domicili senza dover subire i continui ed insalubri “tonfi” dei palloni impiegati in modo disordinato per giocare a calcio, a pallavolo e a basket su un ambiente per nulla adatto a ospitare stabilmente attività ludiche di quel tipo.

Il giudice faceva riferimento al contenuto dell’art. 844 c.c. che, nell’ambito dei rapporti di vicinato tra privati, bilanciava il reciproco uso e godimento dei beni. La norma ribadisce innanzitutto che il proprietario di un bene può utilizzarlo pienamente sino al punto di provocare immissione sul fondo del vicino, ma al contempo, stabilito ciò, la medesima norma ammonisce il proprietario dalla immissioni intollerabili secondo il criterio dell’uomo medio tenuto conto della condizione dei luoghi.

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