condominio

Registrare le assemblea di condominio

venerdì 28 Febbraio , 2020

La Corte di Cassazione con sentenza n. 36747 del 2003, ha sancito la legittimità delle registrazioni delle conversazioni in assemblea; in quanto non possono essere considerate un’intercettazione, perché non viene compromesso il diritto alla segretezza della comunicazione.

Con sentenza del 2019 n. 13818, la Cassazione ha confermato che in tema di registrazioni foniche: “Non è in discussione il consolidato principio per cui la registrazione fonografica di conversazioni o comunicazioni realizzata, anche clandestinamente, da soggetto partecipe di dette comunicazioni, o comunque autorizzato ad assistervi, costituisce – sempre che non si tratti della riproduzione di atti processuali – prova documentale secondo la disciplina dell’art. 234 c.p.p., costituendo una forma di mera memorizzazione fonica di un fatto storico, della quale l’autore può disporre legittimamente.”

Utilizzo in sede giudiziaria delle registrazioni

Nel 2003 la Suprema Corte chiariva la possibilità di utilizzare i risultati delle registrazioni in sede giudiziaria per la tutela di un proprio diritto, in quanto non può “fondatamente sostenersi che la divulgazione del contenuto del colloquio da parte di chi lo ha registrato sarebbe inibita dall’art. 15 Cost., posto che il diritto alla riservatezza, non atteggiandosi, in questo caso, come componente essenziale del diritto alla libertà e segretezza delle comunicazioni, non si pone come valore costituzionalmente protetto e, ove non risulti neppure assicurato da specifiche previsioni della legge ordinaria, cede di fronte all’esigenza di formazione e di conservazione di un mezzo di prova.”

Il Codice della Privacy

Inoltre, la Cassazione con la sentenza n. 18908 del 2011  stabiliva che in base all’art 5, comma 3 del DLGS n. 196/2003 si evince che “non è illecito registrare una conversazione perché chi conversa accetta il rischio che la conversazione sia documentata mediante registrazione, ma è violata la privacy se si diffonde la conversazione per scopi diversi dalla tutela di un diritto proprio o altrui“.

Si possono dunque registrare le conversazioni che avvengono nel corso di un’assemblea condominiale se il risultato viene utilizzato solo per difendere un proprio diritto.

Principio confermato infine dal GDPR Regolamento UE n. 2016/679, che esclude l’applicazione della disciplina europea sulla tutela della privacy ai trattamenti di dati personali “effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale.”

Le videoregistrazione

Per quanto riguarda invece le videoregistrazioni in assemblea condominiale, il Garante della Privacy ha infatti affermato che la video-registrazione di un’assemblea condominiale è consentita solo se tutti i partecipanti, previo consenso informato, la autorizzino. Il mancato rispetto di dette condizioni comporta l’inutilizzabilità delle immagini acquisite nel corso del giudizio.

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