Leggi e normative

Gli amministratori di condominio svolgono attività essenziale nei condomìni.

domenica 22 Marzo , 2020

di Franco Pagani*

Dopo l’annuncio della pubblicazione di un nuovo DPCM da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri (anche se l’intervento parlamentare sarebbe stato preferibile), ritengo necessarie alcune indicazioni operative volte a chiarire la reale portata delle norme in esso contenute per quanto riguarda l’attività degli studi professionali degli amministratori condominiali.

Gli amministratori che ricordo garantiscono lo svolgimento e la fruizione di servizi essenziali negli stabili condominiali, in cui vivono milioni di cittadini, quale comportamento dovranno seguire?
Le misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 sin qui adottate sono di notevole importanza, ma in ogni caso da domani, lunedì 23 marzo 2020, chi sarà la figura professionale che potrà dare disposizioni per eseguire interventi di manutenzione e garantire lo svolgimento dei servizi essenziali per le molteplici necessità dei condomini?

Si pensi ad esempio agli ascensori che possono fermarsi, ai cancelli elettrici che si bloccano, alle autoclavi che – qualora malfunzionanti – non garantiscono il flusso di acqua corrente in casa, alle colonne di scarico delle acque nere che si intasano, alle cisterne di gasolio per il riscaldamento che necessitano di essere alimentate, alle centrali termiche che – in caso di blocco – non permettono ai condomini di scaldarsi, agli allagamenti, nonché alla mancanza di elettricità negli spazi comuni, ai casi di pericolo imminente per le più svariate ragione a fronte delle quali l’Amministratore deve intervenire.

A parere di chi scrive, appare inutile autorizzare le imprese se non anche gli Amministratori di condominio – che comunque custodiscono le chiavi di locali comuni presso i propri studi studio, così come le piante, gli schemi elettrici e di altri Impianti degli edifici – a svolgere la propria attività in smart working se poi questa modalità non garantisce il corretto espletamento dell’incarico di gestione affidato dai condomini per oggettive difficoltà.

A seguito di quanto scritto sopra, la domanda che sorge spontanea in tutti gli Amministratori professionisti è: domani, 23 marzo 2020 quali attività lavorative è possibile continuare a svolgere?  
L’augurio è che gli Amministratori di condominio possano poter assicurare ai condomini lo svolgimento della propria attività gestionale anche se, purtroppo, da documenti che circolano – in via del tutto ufficiosa – non compare la categoria.
Occorre prestare poi massima attenzione ai cd. Codici Ateco e dal fatto che molti Amministratori condominiali sono anche professionisti la cui attività risulta codificata con altre tipologie (in quanto attività principali) come ad esempio Geometri, Dottori Commercialisti ed altri; pertanto, a mio parere le disposizioni del nuovo DPCM non dovranno essere impostate su questo schema.

Esiste una anagrafe per i condomini (ognuno ha un suo codice fiscale, giusto art. 2 ,1^ comma DPR 605/73 e ad esso è associato l’amministratore) che per effetto del novellato al codice civile del 2012 senza dubbio alcuno, può essere anche una società.

Appare, piuttosto opportuno garantire a questi professionisti la possibilità di svolgere il proprio incarico conferito dalle assemblee condominiali, e demandato dall’ordinamento pur assicurando – in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 1, 1° comma, n. 7) del DPCM 11 marzo 2020 le seguenti raccomandazioni:
–          attuazione del massimo utilizzo della modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte in modalità cd. smart working;
–          incentivazione della fruizione da parte dei collaboratori di ferie e congedi retribuiti nonché l’attivazione degli altri strumenti che sono previsti dalla contrattazione collettiva di lavoro;
–          sospensione delle attività che possono essere ritenute non strettamente indispensabili ai servizi essenziali;
–          assunzione di protocolli di sicurezza volti a ridurre il rischio di contagio e in particolare quello minimo della distanza interpersonale  di un metro e l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI);
–          incentivazione dello svolgimento di operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro attraverso imprese qualificate (da utilizzare anche per le parti condominiali).

E’ solo il caso di ricordare l’obbligatorietà della nomina di un amministratore per le realtà più numeriche (da otto condomini) segno della funzione necessaria e fondante di interesse generale di questo servizio professionale.  Così come altre professioni a carattere prevalentemente intellettuale che integrano le funzioni nell’interesse pubblico, pur nella gravità della situazione attuale e dell’emergenza, ma secondo il mio parere gli Amministratori svolgono attività professionale essenziale nell’interesse dei condomini e, pertanto, questo va garantito ancorché al minimo (accesso limitato al solo Amministrare, nella peggiore delle ipotesi) ma non può essere fermato, del resto nell’annuncio del premier si parla di rallentare ma non fermare l’Italia.

* Franco Pagani – Professore Straordinario di Finanza Aziendale Asset e Valutazioni Immobiliari – Universitas Mercatorum Università Telematica delle Camere di Commercio Italiane, Vice Presidente Vicario Aggiunto Confassociazioni

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