condominio

Morosità in condominio e privacy

giovedì 30 Aprile , 2020

Il codice civile all’art. 1130 c.c. prevede che l’amministratore possa comunicare la situazione debitoria degli altri partecipanti, fornendo al condomino che ne faccia richiesta l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso.

La posizione della Cassazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 186 del 2011, ha stabilito che in ambito condominiale, le informazioni relative al riparto delle spese, all’entità del contributo dovuto da ciascuno e alla mora nel pagamento degli oneri pregressi possono essere oggetto di trattamento, anche senza il consenso dell’interessato.

La Cassazione inoltre prevede che il buon andamento e di trasparenza del condominio, giustificano una comunicazione di questi dati a tutti i condomini, non solo su iniziativa dell’amministratore in sede di rendiconto annuale o di assemblea, ovvero nell’ambito delle informazioni periodiche trasmesse nell’assolvimento degli obblighi scaturenti dal mandato ricevuto, ma anche su richiesta di ciascun condomino.

Amministratore condannato

Il trattamento dei dati personali, per essere legittimo deve essere effettuato nel rispetto dei principi di proporzionalità, di pertinenza e di non eccedenza rispetto agli scopi per i quali i dati stessi sono raccolti.

L’amministratore di condominio deve adottare le necessarie cautele per evitare l’accesso a quei dati da parte di persone estranee al condominio, e per tutelare la dignità dell’interessato.

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