condominio

L’evoluzione dell’agente immobiliare

giovedì 15 Ottobre , 2020

Un antico mestiere che si trasforma in una nuova professionalità

L’attività di mediatore si è evoluta nel tempo passando dal c.d. sensale dei primi anni del dopo guerra al mediatore presente nei bar e nelle borse, fino a giungere all’agenzia immobiliare di fine anni 80, che ha messo in vetrina gli immobili.

Oggi nel nuovo millennio, la funzione dell’agente immobiliare non è più quella di suggerire opportunità d’affari, ma è soprattutto quella di assistere ed affiancare i clienti nell’acquisto dell’immobile.

E’ assodato che 7 clienti su 10, prima di comprare casa consultano le soluzioni presenti sul web, e una volta individuate si rivolgono all’agente immobiliare che ha l’incarico di vendita.

Quindi un grande passo avanti rispetto al dettato normativo, che stabilisce che il mediatore “è colui che mette in contatto le parti” con lo scopo di far concludere loro gli affari.

Con l’avvento dei portali immobiliari, non è più il mediatore a generare l’interesse nella compravendita, bensì internet, che funge da “grande vetrina”.

Nei casi più evoluti, la vetrina non è solo rappresentazione statica  degli immobili, ma è anche la visita virtuale – virtual tour, con il quale i clienti effettuano il sopralluogo dell’immobile. Non è più la visita elemento essenziale alla mediazione, perché questa attività la si può fare anche in via interattiva.

Ciò che genera compenso al mediatore è di fatto la sua preparazione nell’affrontare le dinamiche giuridiche e commerciali, che porteranno alla conclusione di contratti obbligatori, di consegna delle caparre e di celebrazione dei rogiti notarili. Cambiano quindi i canoni di formazione delle nuove leve, che devono fare pratica nell’utilizzo delle nuove tecnologie, dei collegamenti a distanza e della rappresentazione degli immobili con tutto ciò che offre la modernità.

Ecco quindi che diventa attuale l’approvazione del decreto attuativo che istituisce il praticantato (Legge 5 marzo 2001, n. 57), che dovrà rappresentare lo strumento ideale per la formazione degli agenti immobiliari, oltre all’istituzione dei crediti formativi quale elemento qualificante delle new generation.

Riflessione del Dott. Paolo Bellini – Vice Presidente Nazionale ANAMA

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