condominio

Marciapiedi condominiali aperti al pubblico

martedì 22 Dicembre , 2020

I marciapiedi antistanti l’entrata del condominio, normalmente sono di proprietà dello stesso.

Può capitare che, in base alla legge o alla c.d. destinazione d’uso dicatio ad patriam, esista una servitù di pubblico transito.

L’art. 2051 c.c. detta la regola generale in materia di responsabilità extra contrattuale, stabilendo la responsabilità del proprietario – custode per i danni derivanti dalla cosa: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”; il custode quindi risponde dei danni in quanto garante.

Solo il caso fortuito, un fatto accidentale nel quale può rientrare il comportamento di un terzo, fa venire meno la responsabilità del custode.

Le cadute sui marciapiedi

Per quanto riguarda i danni derivanti da cadute sui marciapiedi, la Cassazione più volte (sentenza 18 dicembre 2009 n. 26751) ha affermato che “chi proponga domanda di risarcimento dei danni da cose in custodia, ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., in relazione alle condizioni di una strada […], ha l’onere di dimostrare le anomale condizioni della sede stradale e la loro oggettiva idoneità a provocare incidenti del genere di quello che si è verificato. E’ onere del custode convenuto in risarcimento, invece, dimostrare in ipotesi l’inidoneità in concreto della situazione a provocare l’incidente, o la colpa del danneggiato, od altri fatti idonei ad interrompere il nesso causale fra le condizioni del bene ed il danno“.

I danni da beni privati soggetti a pubblico transito

Inoltre la giurisprudenza ha sviluppato un orientamento che trasferisce la responsabilità per danni da omessa manutenzione sul Comune del luogo in cui si trova l’immobile (Tribunale di Bari 9 maggio 2011 n. 1584: “è difatti principio consolidato della Suprema Corte – sentenza n. 16226 3 agosto 2005 – secondo il quale, gli obblighi di manutenzione dell’ente pubblico proprietario di una strada aperta al pubblico transito, al fine di evitare l’esistenza di pericoli occulti, si estendono anche ai marciapiedi laterali, i quali fanno parte della struttura della strada, essendo destinati al transito dei pedoni“.

Questa tendenza della giurisprudenza, ha delle ricadute importanti in relazione alla c.d. legittimazione passiva, cioè il soggetto da citare in giudizio nel caso in cui dall’omessa manutenzione derivino dei danni a persone o cose.

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