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Registrazione del contratto di compravendita tra privati, quali imposte pagare?

domenica 31 Gennaio , 2021

CASO 8 – di Benedetta Bertoletti.

Il contratto preliminare, chiamato anche “compromesso di vendita” è l’accordo tra due parti, parte promittente venditrice e parte promissaria acquirente con il quale si impegnano alla stipula di un contratto definitivo di compravendita immobiliare, ovvero il rogito notarile.
Il contratto, pena di nullità, deve essere stipulato in forma scritta e deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro venti giorni dalla sottoscrizione dello stesso (o entro 30 giorni in caso di compromesso trascritto o sottoscritto presso il Notaio).
Vediamo ora le imposte che è necessario corrispondere per la registrazione e le modalità:
1) IMPOSTA DI REGISTRO FISSA DI EURO 200,00, importo indipendente dal prezzo di compravendita.
2) IMPOSTA DI BOLLO, nella misura di 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe (se invece il contratto è formato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, l’imposta di bollo è pari invece a Euro 155).

Quando il preliminare prevede un versamento di una somma, oltre all’imposta fissa è dovuta una sorta di “acconto” inerente il pagamento dell’imposta di registro, ovviamente se si stratta di atti tra privati e quindi a regime di imposta. Tale pagamento sarà proporzionale e pari:
allo 0,50% delle somme versate a titolo di caparra confirmatoria,
al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita.
In entrambi i casi, l’imposta pagata con il preliminare sarà poi detratta da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita
Attenzione: per il pagamento dell’imposta di registro occorre fare la somma di quanto previsto dalla quota fissa (200€) e la quota percentuale (0,5% sulla caparra e 3% sulle quote in acconto prezzo) e indicare la somma in un’unica voce con codice tributo 1550.

Vi riporto per semplicità e chiarezza i codici da utilizzare:
• 1550: imposta di registro;
• 1551: sanzione pecuniaria imposta di registro (in caso di ritardato pagamento attraverso il ravvedimento)
• 1552: imposta di bollo;
• 1553: sanzione imposta di bollo (in caso di ravvedimento);
• 1554: interessi di mora.

Attenzione: I vecchi codici previsti dall’F23 con le seguenti sigle:
• 104 T
• 105 T VENGONO SOSTITUITI DAL CODICE 1550 NELL’F24
• 109 T

Una precisazione importante: a differenza dal “vecchio” modello F23 tramite il quale si poteva procedere al solo pagamento dell’imposta di registro e della caparra confirmatoria, con il modello F24 potrà essere eseguito anche il pagamento delle marche da bollo (ad es. per la registrazione dei contratti preliminari di compravendita) attraverso il nuovo codice tributo 1552; per cui non è più necessario applicare sul contratto le marche da bollo cartacee, essendo sufficiente assolvere a quelle digitali.

Preciso inoltre che in sede di rogito notarile, le somme precedentemente pagate come proporzionale dell’imposta di registro (ovvero lo 0,50% e il 3%) verranno detratte (decurtate) dal pagamento dell’imposta da corrispondere, mentre non verranno recuperate le somme dell’imposta fissa e dei bolli.
Questo proprio perché si tratta di somme versate quale anticipo di pagamento dell’imposta che è dovuta all’atto definitivo, ovvero al rogito notarile.

Dott.ssa Benedetta Bertoletti

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