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Il Maso Chiuso

venerdì 19 Febbraio , 2021

a cura della dott.ssa Benedetta Bertoletti

Il Maso chiuso è AREA AGRICOLA con un unità abitativa che si caratterizza per la sua INDIVISIBILITA’.

Il nome etimologico “MASO” deriva dal latino “mansus” che in periodo feudale indicava l’appezzamento di terreno.

L’EVOLUZIONE NORMATIVA

Le origini di questo istituto giuridico, nato in Trentino Alto Adige intorno al 1500, si deve in particolar modo alla conformazione del paesaggio altoatesino, caratterizzato da numerosi insediamenti sparsi dell’epoca, da radure boschive con casa del contadino, fienile e area agricola coltivata.

  • Nel 1526 il regolamento provinciale del Tirolo proibì la divisione dell’eredità immobiliare per assicurare il futuro dei masi e delle famiglie contadine e per prevenire il loro impoverimento.
  • L’esistenza del maso chiuso fu messa in grosso pericolo in particolare nel 17° e 18° secolo a seguito dell’impoverimento sempre maggiore della popolazione inclusa la nobiltà che portò ad innumerevoli suddivisioni e parcellizzazioni dei masi. Uno dei motivi di tali fenomeni era stata la chiusura di varie miniere con il conseguente ritorno della forza di lavoro, colà impiegata, nell’agricoltura.
  • Così, al fine di impedire un eccessiva e continua frammentazione del territorio, nel  1775 l’istituto venne codificato giuridicamente dall’imperatrice Teresa d’Austria e tale normativa si articolava principalmente su 4 punti:
  • Il maso chiuso era un’azienda agricola INDIVISIBILE
  • Per istituire il maso chiuso, era necessario che i terreni e i fabbricati ad esso annessi potessero permettere il sostentamento di almeno quattro persone.
  • Diritto ereditario: era l’aspetto fondamentale, infatti il maso chiuso veniva ereditato in modo indiviso dal primogenito maschio, mentre gli altri figli minori potevano scegliere tra un indennizzo o continuare a vivere insieme al fratello maggiore come servi agricoli all’interno del maso stesso.
  • L’esistenza del maso chiuso veniva iscritto nel LIBRO FONDIARIO. Eccezioni al divieto di suddivisione non venivano più autorizzate dai proprietari terrieri, bensì dall’autorità locale.
  • Nel 1919 a seguito dell’annessione dell’Alto Adige all’Italia, l’istituto venne abrogato in quanto estraneo all’ordinamento giuridico italiano, tuttavia esso sopravvisse come consuetudine.
  • Dopo la seconda guerra mondiale, la legislazione teresiana ritornò in vigore anche se con il passare degli anni dovette essere oggetto di modifiche e revisioni, in particolare nell’aspetto della successione ereditaria degli eredi di sesso femminile. Il risultato di questa riforma è confluito nella “LEGGE PROVINCIALE DEL 2001″.

LA LEGGE PROVINCIALE N. 17 DEL 28 NOVEMBRE 2011

Riportiamo i punti salienti della normativa sui masi chiusi contenuti della legge n 2017 del 2001

  • È considerato maso chiuso il complesso di immobili, compresi i diritti connessi, iscritto nella sezione I (masi chiusi) del libro fondiario.”
  • Affinchè fondi rustici possano essere costituiti in maso chiuso, nella costituzione del maso stesso deve essere compresa una casa di abitazione con relativi annessi rustici e il reddito medio annuo del maso deve essere sufficiente per assicurare un adeguato mantenimento ad almeno quattro persone, senza tuttavia superare il triplo di tale reddito.
  • L’autorizzazione a staccare parti di un maso chiuso può essere concessa se, per la parte da staccarsi, venga contemporaneamente aggregato al maso un altro appezzamento equivalente ai fini dell’economia aziendale.
  • I/le discendenti minorenni del defunto o della defunta che vivono nel maso e che sono coeredi della persona chiamata all’assunzione conservano, fino al raggiungimento della maggiore età, il diritto di essere mantenuti/e adeguatamente nel maso finché non sono in grado di provvedere al proprio mantenimento continuativo con propri redditi o proprie sostanze, sempre che non percepiscano tali mezzi da altri. Fino a quando gli/le eredi del defunto o della defunta vengono mantenuti nel maso, il loro diritto di essere tacitati/e non è esigibile.

La legge sui masi chiusi costituisce la base legislativa per il mantenimento del maso chiuso quale unità abitativa e aziendale e garantisce la sopravvivenza dell’azienda agricola familiare.

Dal censimento effettuato nel settore agricoltura nel 2010, in Alto Adige risultano ca. 20.200 aziende agricole delle quali ca. 13.300 sono masi chiusi (fine prima parte).

Dott.ssa Benedetta Bertoletti

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