Il bilancio del riscaldamento

Contabilizzazione dei consumi con ripartitori di calore

lunedì 22 Marzo , 2021

Capitolo 5 – “Il bilancio condominiale, il bilancio del riscaldamento, la ripartizione dei consumi fissi e dinamici”
Autore dott. Alberto Berger
Esperto in materia di amministrazione condominiale

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Spieghiamo ora cosa significhi “contabilizzazione dei consumi con ripartitori di calore” e come raggiungere il “risparmio energetico”.

I ripartitori di calore

I ripartitori di calore sono delle piccole apparecchiature elettroniche, che vengono applicate su ogni calorifero in un locale appartamento od ufficio in un condominio, che rileva elettronicamente l’energia calore emessa nel tempo.

L’apparecchiatura viene applicata in maniera amovibile, è dotata di una batteria che dura normalmente oltre dieci anni ed i dati rilevati possono essere letti a distanza da un PC portatile nel giro scale del condominio, senza quindi accedere ai locali dell’appartamento dove sono installati i ripartitori. Si dice che essi vengono letti con tecnologia “wireless”.

L’apparecchiatura, una volta installata, viene tarata secondo gli elementi del calorifero, quindi le dimensioni e la marca, dati che ogni produttore di ripartitori di calorie ha rilevato in una banca dati, alimentata dai produttori di caloriferi.

Le valvole termostatiche

Insieme al ripartitore di calore, devono essere installate sul calorifero le “valvole termostatiche” ed i detentori, su ogni calorifero.

Le valvole termostatiche hanno una ghiera numerata e permettono quindi di “chiudere” o “aprire” i caloriferi, impostando un livello di temperatura, su una scala normalmente da 9 a 5.

Raggiunta la temperatura desiderata, la valvola chiude l’ingresso di acqua calda nel calorifero.

Lo scopo è di poter tarare in ogni ambiente, la temperatura desiderata, sostanzialmente riducendo il riscaldamento negli ambienti meno abitanti, ma anche contenendo il riscaldamento alla temperatura desiderata.

Sono le così dette valvole termostatiche “manuali”, il che significa che è l’utente che imposta sulla ghiera della valvola termostatica  l’apertura o la chiusura della stessa, che rimane poi fissata come livello di termostatazione desiderato, da qui appunto valvola termostatica.

Normalmente quindi questa impostazione si esegue ad inizio riscaldamento, dimenticandosi poi della stessa. Pensiamo agli anziani, pensiamo a coloro che sono spesso fuori casa, ecc.

Le valvole termostatiche “motorizzate”

Ma il maggior risparmio energetico lo si otterrebbe scegliendo un’ulteriore funzionalità, raggiungibile con valvole termostatiche “motorizzate”, dotate cioè di una elettronica, alimentata da batterie che durano diversi anni, che permettono di chiudere o aprire la valvola, in funzione di temperature desiderate nei locali ed impostate in un “crono-termostato” ambiente.

Il cronotermostato

Il crono termostato è in effetti un programmatore di accensione e spegnimento con calendario giornaliero/settimanale, che permette di indicare, quindi un “set point” e cioè la temperatura che si desidera avere di notte, come preriscaldamento, come temperatura normale, come temperatura di attenuazione durante le ore di intervallo del lavoro o per le pulizie in casa e così via.

Chi si reca al lavoro può ad esempio quindi “spegnere” il riscaldamento in casa e programmare che si riaccenda due ore prima del rientro, per ritrovare la casa calda, o chi desidera, può impostare il riscaldamento con diverse temperature in diverse zone della casa, per esempio nell’area “notte” e nell’area “giorno”.

È ovvio che così posso risparmiare molto e si stima anche i 30% del costo relativo alla mia quota riscaldamento, rilevata e quindi ripartita dai conta-calorie su ogni termosifone.

Il contatore di calore prodotto condominiale

Generalmente, all’atto della configurazione del sistema di “ripartizione” dei consumi in tutto il condominio, si installa anche in caldaia un “contatore globale” delle calorie prodotto e distribuite, per  permettere una verifica incrociata e stimare le dispersioni termiche dell’impianto, isolato o meno, per i vari percorsi delle tubazioni nelle mura del condominio stesso.

Questa stima delle dispersioni permette quindi di determinare una “quota fissa” che viene conteggiata ai condomini secondo i conosciuti “millesimi riscaldamento”, della tabella dei millesimi condominiale ( contrattuale o assembleare ), a suo tempo approvata.

Si avrà quindi una ripartizione dei costi di riscaldamento per una quota fissa ( normalmente da 20 a 40% ) ed una quota variabile, che si rileva dati ripartitori dei consumi.

Normalmente nei condomini si effettua quindi due letture dei consumi, ad inizio e fine stagione del riscaldamento, ma una lettura ripetuto ogni mese, permetterebbe di far comprendere ai condomini come può variare il costo del riscaldamento in funzione di una gestione accurata, mediante “crono-termostato” del proprio profilo di riscaldamento desiderato.

Va detto che il metodo della ripartizione dei costi del riscaldamento in relazione ai consumi ( che si applica anche per la produzione dell’acqua calda ), quindi non più semplicemente a millesimi “riscaldamento”, metodo che non invogliava di certo il singolo al risparmio, può “spostare” ora costi, verso chi più consuma, rispetto a chi risparmia, ingenerando quindi anche differenze che devono essere comprese anche socialmente, laddove un anziano o un diversamente abile, bambini piccoli o altro, necessitano più calore negli ambienti, rispetto a chi non è mai in casa o appunto a face orarie limitate.

Una quota “fissa” dei consumi da ripartire secondo tabella condominiale di riscaldamento

Il metodo dell’addebito “totale” secondo i consumi è quindi mitigabile dall’applicazione della “quota fissa”, che sopra abbiamo descritto, ma questa decisione dovrà essere presa insieme ai condomini in assemblea, con le maggioranze previste dalla legge.

La via burocratica della ripartizione dei consumi di riscaldamento

Va anche sottolineato come gli amministratori dei condomini, si preoccupino generalmente primariamente degli aspetti di adeguamento alle normative, quindi di procedere alla decisione di installare il sistema di “ripartizione” dei consumi, quindi i ripartitori e normalmente si affida il servizio ad aziende che noleggiano gli stessi e rilevano i consumi una volta l’anno, fornendo poi all’amministratore la tabella di ripartizione dei costi riscaldamento da allegare al bilancio consuntivo annuale.

Se questa via, che definisco semplicemente “burocratica” assolve ai termini di legge, essa mi piace molto meno, se non accompagnata invece anche da una analisi delle curve dei consumi, in relazione ai “risparmi” ottenibili proprio mediante ad una “termoregolazione dinamica”, ottenuta dalla possibilità di impostare profili di riscaldamento variabili, mediante crono-termostato per ogni proprietà condominiale, come sopra descritto.

La gestione dinamica del riscaldamento

Questo tipo di gestione “dinamica” permette i reali risparmi, che citavamo poter arrivare anche al 30%-40% e ciò dovrebbe essere il “tendere politico” verso un piano energetico civico, che tenda al risparmio delle risorse, ma anche alla riduzione dell’inquinamento e del CO2 prodotto.

Va detto che la Provincia di Bolzano incentiva quindi anche questi impianti più evoluti, per la presenza di valvole termostatiche motorizzate e crono-termostati ambiente e tale incentivo richiede un progetto ed una domanda, corredata da schede tecniche e redatta da un tecnico installatore.

Una certa burocrazia è comunque anche richiesta per accedere alle detrazioni fiscali nazionali, dovendo comunque redigere uno schema tecnico da inviare all’ente Enea, come prerequisito all’agevolazione.

Tutto ciò viene normalmente predisposto dall’installatore/venditore di queste tecnologie.

Il servizio di lettura dei consumi di riscaldamento

Vorrei sottolineare che queste soluzioni tecniche vengono spesso offerte “a corpo”, insieme al servizio di lettura e rilevazione dei dati a fine riscaldamento, fornendo quindi anche le apparecchiature necessarie. Esse talvolta vengono fornite a noleggio annuale, ma allora non si accede alle agevolazioni fiscali o Provinciali ( non cumulative, ma alternative ) per l’acquisto.

Le agevolazioni fiscali

Va detto che le agevolazioni fiscali producono un risparmio di imposta sui redditi, che viene ripartito in dieci anni, il contributo Provinciale, se si ha diritto di accedervi, viene erogato all’acquisto, una tantum.

Quindi generalmente si dice “pochi, ma subito”, ma questo conteggio sul vantaggio va spiegato bene e soppesato bene, anche in relazione al proprio livello di reddito.

Ciò quindi non è un dato assoluto e nessun amministratore di condominio può dare una risposta individuale corretta al condomino, se ovviamente i livelli di reddito individuali sono un aspetto “privato” e non noto.

La ripartizione dei consumi di riscaldamento e la “consapevolezza civica”

Vorrei ancora dire che a mio avviso, la semplificazione di una soluzione base “affidata all’amministratore condominiale”, ”per essere in regola” con la  norma che prevede la ripartizione proporzionale ai consumi dei costi di riscaldamento in un condominio, non “assolve” allo spirito della legge sul reale risparmio energetico, perché in questa direzione anche la consapevolezza civica deve crescere, così come deve crescere la sensibilizzazione pubblica.

Invito quindi ad andare ben oltre al “Minimo” burocratico e di affidarsi veramente a soluzioni che permettano una gestione “modulare” del riscaldamento negli ambienti diversi di una proprietà immobiliare, secondo necessità diversificate nel tempo nella giornata e nella settimana.

Occorre quindi un salto di qualità ed un impegno di comprensione, ma è facile capire che se un condomino può spendere certamente un maggiore importo per valvole termostatiche motorizzate e crono-termostato , soggette poi ad agevolazioni fiscali o contributi Provinciali, tale importo può essere recuperato in un anno con le riduzioni dei consumi raggiunte.

Un appartamento medio di cinque locali avrà la necessità quindi di sostenere una differenza di costo per valvole termostatiche motorizzate, rispetto alle normali e per un crono-termostato ( vedi ad esempio soluzione SIEMECA della SIEMENS ), costo che si recupera rapidamente, anche in considerazione delle agevolazioni fiscali che vengono in aiuto per sostenere queste spese.

Un’ultima considerazione e consiglio: non affidatevi a soluzioni ed apparecchiature di fornitori che non siano leader nazionali o esteri ( non affidatevi a prodotti di marche meno note ), perché ciò che conta è anche l’affidabilità della manutenzione nel tempo, anche se queste apparecchiature sono veramente pressoché esenti da manutenzione.

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