Green,L'esperto

Ma davvero sappiamo cosa vuol dire essere “green”?

sabato 31 Luglio , 2021

Nonostante si senta parlare sempre più spesso di green, ancora in molti hanno un’idea piuttosto vaga di cosa voglia davvero dire. Innanzi tutto, essere green significa adottare comportamenti compatibili con l’ambiente, allo scopo di non sprecarne le risorse e chi è green, aiuta l’ambiente.

Come essere green

Ma come? Tanto per cominciare, si contribuisce alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, preferendo mezzi a basso impatto ambientale come mezzi pubblici in genere e, dove e quando sia possibile, usando la bicicletta. Fondamentale è non sprecare energia elettrica e acqua. Molto banalmente, insaponarsi i capelli tenendo chiuso il rubinetto della doccia e aprendolo solo al momento del risciacquo, potrebbe essere un buon inizio. Ancora meglio, se si usano detergenti (sapone, shampoo, ecc.) ecologici e che non inquinino.

L’elettricità

Ma anche utilizzare lampadine a LED, acquistare elettrodomestici a basso consumo e tenerli in stand by, usare lavatrice e lavastoviglie possibilmente sempre a pieno carico e a basse temperature, è una serie di comportamenti virtuosi da tenere

Green e alimentazione

E per l’alimentazione? Quella green, è un’alimentazione che, in qualche modo, può contribuire a salvaguardare l’ambiente, preferendo cibi di produzione propria locale o, comunque, nazionale, di cui siano controllate sia l’origine sia la provenienza, anche per limitare i trasporti, soprattutto quelli su strada, e l’uso di imballi.

Dieta mediterranea

Un modo per rendere la nostra alimentazione più sostenibile, senza dover rinunciare al gusto, è senz’altro quello di seguire queste poche indicazioni: evitare cibi pronti; consumare frutta e verdura fresca di stagione; moderare il consumo di carne; limitare il consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi o zuccheri.

Il green non è una moda

Esistono, ed è tristemente vero, persone che vivono il loro essere green, come un comportamento alla moda, più da parlarne che da usarne, per il solo gusto di porsi in maniera alternativa rispetto alla parte maggioritaria della società (o che loro considerano tale). Ma, fortunatamente, ne esistono altrettante che rifuggono da determinate logiche e che adottano uno stile di vita, al fine della crescita morale e materiale di loro stessi.

Da moda a tendenza

In un certo senso, è un bene che il green, nella sua totalità di comportamenti e complessità di scelte si diffonda come moda, perché è molta la gente segue le tendenze, ma il rischio è che, se rimane solo una moda, le mode passano e queste persone smetterebbero di seguirla.

Sempre più aziende scelgono la sostenibilità ambientale e, a differenza appunto di molte persone, non solo per moda, o perché considerano il green una maniera accattivante di attirare i consumatori. In realtà, è diventata un vero impegno, grazie anche (e soprattutto) a una rinnovata mentalità e a una più sviluppata sensibilità di imprenditori e dirigenti. Presto, potrebbe diventare un obbligo di Legge.

Il green come obbligo

In tempi presumibilmente rapidi, le scelte aziendali di rispetto ambientale diventeranno un obbligo, in quanto la Comunità Europea ha introdotto una direttiva che prevede l’obbligo di dichiarazione nel bilancio aziendale, di informazioni di carattere non finanziario. In parole semplici, a breve, rendicontare un Bilancio di Sostenibilità diventerà obbligatorio per molte grandi imprese, come ad esempio le SpA con almeno 500 dipendenti, con uno stato patrimoniale superiore a 20 milioni di Euro o con il totale dei ricavi netti maggiore di 40 milioni di Euro.

Green in Italia

In Italia le aziende di queste dimensioni non sono poche. Nel Bilancio di Sostenibilità, dovranno esserci informazioni relative all’utilizzo di energie rinnovabili, all’impiego oculato di risorse idriche, alle emissioni di gas serra, all’impatto attuale dell’azienda sull’ambiente e le previsioni di quello futuro.

Guardando al futuro

Le imprese green sono quelle che si stanno sforzando di ottimizzare i loro processi produttivi, per ridurre al massimo l’impatto ambientale. In molti casi, queste aziende, per testimoniare il proprio impegno e anche con il fine (sano!) di autopromozione, già pubblicano annualmente il cosiddetto Bilancio di Sostenibilità, con il fine di rendere noti ai più gli influssi economici, ambientali e sociali della propria attività.

Eco-sostenibilità

La crescente attenzione da parte delle aziende nei confronti dei temi ambientali è specchio e logica conseguenza dell’accresciuta sensibilità del mercato nei confronti dell’eco-sostenibilità. Le imprese più attente alle variazioni di rotta dei consumatori e del loro mercato di riferimento, aumentano gli investimenti per il riammodernamento dei loro impianti per migliorarne l’efficienza energetica. Sono anche molto attente alla riduzione degli sprechi, all’uso di risorse biologiche ogniqualvolta sia possibile e alla ricerca di materiali ecologici per gli imballi. Il mercato dimostra di premiare coloro che effettuano tali scelte con grandi risultati, contribuendo, per emulazione, a moltiplicare gli esempi virtuosi di queste trasformazioni aziendali.

Produttori e consumatori green

D’altro canto, anche il consumatore si è scoperto capace di boicottare i marchi palesemente irresponsabili. In tutti noi, più o meno, è aumentata l’attenzione verso quelle aziende che cercano di dimostrare seriamente il loro impegno a favore della riduzione del deleterio impatto che ha avuto per decenni, la produzione più varia di beni e prodotti così come l’abbiamo conosciuta da decenni, se non da secoli.

Alcuni dati

Uno studio della Nielsen Global Survey di pochi anni fa, ha raccolto alcuni dati, che di seguito ripropongo, che dimostrano alcune tendenze dei consumatori (tutti noi) molto beneauguranti. La fascia d’età che è più  disposta a pagare un prezzo un po’ alto per l’acquisto di prodotti eco-sostenibili, è quella dei 21- 34 anni. Seguita dai tardo-adolescenti (15-20 anni). Le motivazioni più forti che spingono alle scelte sostenibili sono la fiducia nel marchio (53%). Se il produttore è attento e rispettoso dell’ambiente (41%). Il confezionamento del prodotto a basso impatto ambientale (38%), l’impegno nel sociale (33%), l’impatto positivo dell’azienda sul territorio (31%).

Ancora tanta strada da fare

Pur con tutte le difficoltà di adattamento e gli sforzi per i necessari cambi di orientamento aziendale, soprattutto per quanto riguarda il passaggio dall’uso di fonti energetiche tradizionali a quelle rinnovabili, l’eco-sostenibilità è, sempre di più, una caratteristica indispensabile per le imprese che intendono rimanere sul mercato e, magari, guadagnare qualche posizione. Un elemento altamente strategico anche dal punto di vista dei valori. Dal momento che si tratta di una scelta che, come fine ultimo, ha quello di aiutare l’ambiente ma, anche le aziende e, soprattutto, i consumatori.

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