Sentenze

Appropriazione indebita dalla cessazione dell’incarico dell’amministratore

martedì 28 Settembre , 2021

La II sezione penale della Corte di Cassazione con sentenza n°32769 del 2 settembre 2021 ha rigettato il ricorso di un amministratore di Venezia avverso alla sentenza della Corte d’Appello che lo condannava per appropriazione indebita. Il ricorso sosteneva che al momento della sentenza erano decorsi i termini di prescrizione dal momento in cui l’imputato si era appropriato delle somme.

La Suprema Corte ha riaffermato il principio che il reato si concretizza nel momento in cui l’amministratore cessa dall’incarico con la seguente motivazione:

“Costituisce ius receptum nella giurisprudenza di legittimità il principio secondo cui, nel caso di appropriazione indebita di somme di denaro relative ad un Condominio da parte di colui che ne sia stato amministratore, il reato si consuma all’atto della cessazione della carica, in quanto è in tale momento che, in mancanza di restituzione degli importi ricevuti nel corso della gestione, si verifica con certezza l’interversione del possesso (Sez. 2, n. 11323 del 9/2/2021, Rv. 280807). Difatti, considerata la natura fungibile del denaro, sino alla cessazio carica l’amministratore potrebbe reintegrare il Condominio delle somme precedentemente disperse ne dalla”.

Link alla sentenza: clicca qui

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