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Le antenne deturpano le nostre città

lunedì 1 Novembre , 2021

LE ANTENNE E LE PARABOLE INQUINANO LE NOSTRE CITTA’

Le facciate dei palazzi delle nostre città sono molto spesso deturpate dalla presenza di antenne analogiche o satellitari sarebbe importante poterle eliminare senza togliere servizi a nessuno Cerchiamo di esaminare il problema da tutti i punti di vista.

Ci troviamo di fronte a due diritti costituzionalmente tutelati:

  • il diritto all’informazione
  • il diritto al rispetto del decoro urbanistico/architettonico e ambientale (che potrebbe anche interessare aspetti economici).

Infatti un immobile architettonicamente deturpato si deprezza notevolmente. Nessuno dei due diritti è prevalente sull’altro quindi è necessario ricorrere ad un bilanciamento degli stessi in considerazione delle varie situazioni che si possono incontrare.

Dopo anni di silenzio, il legislatore ha ritenuto di intervenire sulla materia inserendo nella riforma del condominio (legge n 220/2012) un apposito articolo , il 1122 bis che riportiamo di seguito:

Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche
da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.
E’ consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale
dell’interessato. 
Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne da’ comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi.
L’assemblea può prescrivere – con la maggioranza di cui al quinto comma dell’articolo 1136 – adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio e, ai fini dell’installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto.
L’assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali. 

L’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l’esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati alle singole unità abitative“.

In precedenza la legge 249/1997 (legge Maccanico) imponeva ai fabbricati di nuova costruzione ed a quelli oggetto di ristrutturazione l’obbligo di dotarsi di antenna centralizzata per la ricezione di segnali sia terrestri che satellitari, inoltre imponeva ai comuni di regolamentare la possibilità di installazione di antenne nei centri storici entro sei mesi
dalla entrata in vigore della stessa legge al fine di tutelare il decoro urbanistico/ambientale.

Come spesso accade nel nostro paese dopo oltre 20 anni dalla entrata in vigore della legge molti Comuni non hanno ancora emesso l’apposito regolamento urbanistico. Questo caos normativo ha determinato lo scempio che vediamo nelle nostre belle città.

Infatti inizialmente sono proliferate le parabole singole a macchia di leopardo , perché solo pochi condomini erano interessati alla pay-tv. Con il diffondersi poi della stessa molti condomini si sono dotati di impianto centralizzato, ma pur potendolo fare non hanno obbligato la rimozione delle antenne individuali. Inoltre è pur vero che trovandoci sempre più in una società multirazziale , molti condomini/inquilini hanno il diritto di ricevere le informazioni del loro Paese di provenienza , che sono trasmesse su frequenze non coperte dall’antenna centralizzata : di qui l’impossibilità di impedire, tout court l’ “antenna selvaggia”

Nei casi dove il Comune (vedi Torino)ha regolamentato in materia, vietando almeno nei centri storici l’installazione di parabole su balconi e finestre, i condomini hanno installatogli impianti centralizzati ovvero hanno imposto di installare le singole antenne in punti non visibili dalla pubblica via salvaguardando il decoro architettonico dell’immobile.

Aspetto per alcuni versi paradossale è il fatto che in molti condomini i cui regolamenti interni prevedono articoli di salvaguardia del decoro architettonico, gli amministratori e le assemblee non li hanno applicati perché ciò avrebbe costretto i condomini interessati a maggiori spese per installare l’antenna sul lastrico solare/terrazzo o sul tetto.

Amara constatazione i cittadini che spendono non meno di 500 euro all’anno per la pay-tv, per risparmiare pochi euro di cavo (non più di 50 euro) una tantum, deturpano il decoro paesaggistico delle nostre città. (Umberto Anitori)

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