di Alberto Berger mastro tecnologico ed esperto in materia condominiale
Osserviamo sempre più in nuovi progetti e costruzioni di condomini, anche in relazione all’obbligo introdotto, almeno nella nostra Provincia di Bolzano, ma anche dalle recente normi sul risparmio energetico o dagli incentivi al risparmio energetico con i Superbonus recenti, che la domotica entra sempre più spesso nei progetti di costruzioni di nuovi condomini e nei relativi capitolati.
Una domotica che parla di standard, come lo standard Connex o KNX, dove progettisti pensano di proporre la gestione del risparmio energetico nel mondo della illuminazione, nel mondo della regolazione del riscaldamento, nel mondo della misurazione dei consumi.
Fin qui ottimo!
Vediamo così crescere proposte con fotocellule di accensione e illuminazione mediante lampade DALI (controllo digitale dell’illuminazione), più costose ovviamente per la presenza di alimentatori elettronici a matrice più evoluti, vediamo così crescere proposte di server web dove i condomini possono da remoto regolare le temperature dei propri appartamenti o addirittura singoli locali (zona notte e zona giorno), differenziando quindi il riscaldamento nelle fasce orarie in relazione alla permanenza o abitabilità.
Vediamo così ancora ipotesi di lettura dei consumi mensili o annuali e la supervisione remota di impianti come caldaie, solare termico, ecc.
Fin qui ancora ottimo, ma sulla carta!
Ma entriamo nel concreto, nel pratico.
Assisto ad impianti domotici, che poi nella realtà vedono soluzioni diverse tra di loro nello stesso condominio.
Vediamo regolazioni di tapparelle motorizzate o tende da sole, ognuna realizzata con sistemi proprietari e distinti, quindi motorizzazioni di tapparelle e frangisole o tende Somfi, che non dialogano con un sistema unico di domotica KNX, vediamo poi installati sistemi di server web KNX Schneider, per la gestione degli impianti termici e la loro supervisione, vediamo poi parallelamente altri server Web Bticino, per la lettura dei consumi e quindi il controllo remoto, ma da parte di chi?
Approfondendo un po’, si scopre che questi server, tra loro non integrati, ovviamente devono prevedere una connettività Internet, con router di provider, che vengono installati, spesso dall’amministratore, ma che poi pochi sanno configurare (un indirizzo IP statico e molte differenti porte IP per indirizzare diversi server web).
Notiamo soluzioni domotiche dove manca un gruppo di continuità che regga i servizi di domotica, alla mancanza della corrente.
Notiamo come ciò che la domotica rileva quindi per i consumi, sostanzialmente subisce “interruzioni” nelle letture dei consumi, legate ad interventi di tecnici diversi, a cadute di corrente, a situazioni che nessuno controlla.
I progettisti ovviamente erano partiti da progetti ben definiti, che il risparmio poi in sede di realizzo hanno visto “tagliati” o meno “compresi” nelle gare di appalto e si è mediato tra un progetto “coordinato” e preciso, con soluzioni al “risparmio”, spesso tra loro non collegate in un’unica supervisione domotica.
Si aggiunge la considerazione finale, che la domotica ha qui un valore semplicemente di informazione sulle tendenze dei consumi, che si forniscono ai condomini, ma l’amministratore nella ripartizione di fine anno è obbligato a rilevare letture “certe”, da sistemi di misura certificati, memorizzate alla data del cambio di esercizio.
Si scopre che potenti e moderni sistemi di rilevazione puntuale dei consumi, come i misuratori diretti, o ripartitori indiretti sui caloriferi, hanno in se tante memorie, che memorizzano consumi e cioè letture precise ogni fine mese, ma per mancanza di interfacce verso la domotica (KNX, MUD, ecc.) nos si leggono i dati MID puntuali (sistema MID di rilevamento di precisione dei consumi), ma solamente delle “Pulsazioni” che i lettori dei consumi, anche dell’acqua, con un contatto mettono a disposizione alla domotica.
E’ la lettura più banale possibile, in mancanza di interfacce specifiche, ma non è una lettura di precisione, da sistemi misurabili che per legge devono essere “tarati” e ritarati ogni 10 anni.
Fanno così fede le letture (foto) puntuali e la domotica degrada a semplice controllo di andamenti.
Veniamo infine alla illuminazione, quindi ai nuovi sistemi con fotocellule ai piani, con moderne lampade DALI, comandate e gestite dalla domotica.
Si rileva spesso una fastidiosa “latenza” nelle accensioni al passaggio, che si ritiene ascrivibile ad un malfunzionamento delle fotocellule. Ma è così?
La domotica programma con parametri precisi ogni apparecchiatura ad essa collegata via bus. Sul bus viaggiano dei token di messaggi che arrivano al serve di domotica, che invia ai vari apparecchi, come le lampade o agli attuatori che comandano apparecchiature diverse e tradizionali mediante accensione per chiusura di contatti, i comandi da eseguire.
Ovvio che questi sistemi, dipendano anche dalla programmazione, dalla distanza sul bus, di sistemi comandati, ecc.
La latenza sconcerta, ma può essere tipica della domotica, se non si fa molta attenzione e qui si parla di scelte progettuali specifiche.
In sostanza quindi: bellissima la domotica, ma occorre un approccio estremamente rigoroso ed uno specifico appalto per l’integrazione domotica, che non lascia ad elettricisti o impiantisti diversi, l’interpretazione non coordinata del progetto iniziale.
La valenza della domotica altrimenti qui si perde totalmente e si ha un bel giochino in mano, costato qualcosa in più per ottenere qualcosa in meno.
La domotica è una cosa seria, richiede un progettista specifico, una programmazione specifica “Integrata” e quindi una implementazione che porti a reali risultati come da progetto, ma alla fine molto del progetto si disperde nel frazionamento della realizzazione.
Peccato ed è una responsabilità! Come sempre idee non messe sempre perfettamente in pratica


