Ad ogni cambio rilevante di stagione con l’aumento dei consumi d’energia e con le nuove esigenze di comfort ambientale all’interno degli edifici, si propongono strategie progettuali in grado di integrare climatizzazione estiva con consumi energetici invernali.
Le tipologie edilizie degli ultimi decenni, spesso con vincoli dimensionali e geometrici molto restrittivi, difficilmente offrono la possibilità di conseguire il rispetto delle nuove esigenze normative all’interno delle caratteristiche originarie; per gli edifici esistenti come per i nuovi la sfida progettuale diventa, nel rispetto delle normative, riuscire ad ottenere la massima efficacia sul piano bioclimatico e la massima efficienza sul piano energetico. Per ottimizzare i comportamenti termodinamici nel periodo estivo e invernale, nei nuovi edifici si sono realizzati spazi bioclimatici e/o spazi buffer vetrati che in inverno funzionano come elemento d’assorbimento passivo del calore e in estate come spazi utili a convogliare la ventilazione naturale all’interno degli edifici. I cortili interni degli edifici esistenti, negli isolati urbani, si prestano alla possibilità di utilizzare involucri vetrati, su facciate orientate sia a nord che a sud, che in inverno funzionano da filtro termico e controllo della dissipazione del calore, e in estate possono potenziare la movimentazione d’aria secondo gli orientamenti naturali. Nel momento in cui diventa difficile coibentare le facciate nei centri storici, è possibile intervenire sui sistemi di vetrazione delle finestre e delle partizioni trasparenti delle logge e/o verande all’interno delle corti, ottenendo spazi per l’assorbimento passivo del calore durante l’inverno e per l’innesco dei processi di fluidodinamica d’estate.
L’utilizzo di facciate ventilate, con verde pensile e parietale, torri di espulsione dell’aria ascendente calda e viziata estiva, porticati e/o spazi connettivi adattati ad ospitare flussi d’aria passiva, vani scala aperti e spazi a ballatoio, atri, cavedi e piccoli cortili interni, possono diventare esempi e punti di partenza per ristrutturazioni con canoni di progettazione bioclimatica, a vantaggio della qualità architettonica dell’intero edificio.
Ad esempio spazi a ballatoio (atrio, scala, ballatoio) possono diventare da semplice elemento distributivo a complesso sistema energeticamente efficiente, ospitante, nell’atrio o nel cortile interno vetrato, essenze vegetali caducifoglie, verdi d’estate per fare ombra ed evapotraspirazione, spoglie d’inverno per non ostacolare l’ingresso dei raggi solari, utilizzate come serre chiudibili (elementi d’accumulo dell’energia solare) in inverno, completamente apribili (elementi d’innesco dei processi di fluidodinamica) in estate.
I corpi scala, possono diventare serre solari invernali o spazi di movimentazione dell’aria collegabili all’interno degli spazi collettivi dell’edificio per effetto Venturi.
Ballatoi involucrati verso l’esterno, con sistemi di vetrazione basso emissivi e serramenti ad alta tenuta d’aria e a tenuta termica per la stagione fredda, con parti alte apribili ad orientamento variabile per il periodo caldo estivo.
Un atrio bioclimatico interamente vetrato con partizioni apribili ed orientabili consente un comportamento completamente differenziato in estate e in inverno, con spazi di sosta a verde e impatto visivo di qualità.
I serramenti ad alta tenuta all’aria lo possono chiudere ermeticamente, diminuendo drasticamente la dissipazione energetica e termica, innescando processi d’accumulo del calore passivo per effetto serra, mentre con la completa apertura si può favorire la ventilazione naturale interna.
Le logge e le verande, schermate con brise soleil scorrevoli e orientabili o con partiture vetrate a soffietto,
possono garantire d’inverno l’accumulo termico per effetto serra, mentre d’estate permettono un tradizionale utilizzo aperto, ventilato od ombreggiato.
Non dimentichiamo in fase di progettazione e/o ristrutturazione di verificare la disposizione interna degli ambienti secondo i principi della bioclimatica. Disporre ad esempio di ingressi e servizi, cucine o connettivi, nelle parti centrali degli edifici, in zone meno raggiungibili dall’illuminazione naturale e dai benefici del riscaldamento passivo per irraggiamento d’inverno e/o dal raffrescamento passivo d’estate, con funzione di contenimento termico invernale e di cuscinetto termodinamico estivo.
La simulazione con software, per il controllo termodinamico e fluidodinamico, permette di verificare preventivamente i modelli digitali del reale comportamento dell’edificio e delle sue singole parti, nelle diverse stagioni dell’anno, in condizioni di comfort termoigrometrico anche in edifici free-running (senza impianti di climatizzazione estiva), con possibilità di monitoraggio continuo in opera.
La successione stratigrafica funzionale dell’involucro (dall’interno verso l’esterno), la specializzazione degli strati e dei materiali, le ricerche nel campo della fisica tecnica, la progettazione di spazi bioclimatici con miglior attenzione al dettaglio costruttivo sia in fase di progettazione sia in fase di costruzione, sono quindi gli elementi che determinano il cambiamento della tecnica costruttiva rispetto alle esigenze di miglioramento del comfort ambientale, di risparmio delle risorse energetiche, di controllo della qualità e dei costi del manufatto edilizio, con possibilità di privilegiare soluzioni affidabili ad elevate prestazioni in termini di durabilità e manutenibilità.
Fonte: Newspages
Arch. Enrico GASTALDO BRAC
IRCAT
