Che le tariffe professionali fossero al capolinea non c’era dubbio! L’abuso che ne hanno fatto alcune categorie ed in particolare gli avvocati ed i notai hanno portato alla loro definitiva eliminazione.

Con il provvedimento del Governo Monti nessuno più potrà trincerarsi dietro il privilegio della tariffa, dei minimi invalicabili, della tutela che una legge (il tariffario appunto) dava ai professionisti.

Ne sanno qualcosa le migliaia di centinaia di consumatori che si sono trovati a dover pagare parcelle impossibili, a favore di professionisti che avevano dalla loro parte il sistema, la tariffa, ed il riconoscimento delle competenze a prescindere dal risultato. Oggi prima di dare incarico ad un avvocato o a un architetto o a un geometra è obbligatorio, per decreto, ricevere un preventivo scritto. In sostanza si porta in campo un patto preventivo tra il professionista e il cliente, così come succede con altre categorie “professionali” che già dal 2010 hanno visto l’intervento del legislatore nell’abolizione di Ruoli, tariffe minime e privilegi. Si tratta per esempio della soppressione del ruolo degli agenti immobiliari, avvento in marzo 2010 a seguito dell’approvazione di un apposito decreto legislativo di attuazione della Direttiva europea 123/2006/CE. Con l’art. 8 del recente decreto sulle liberalizzazioni si introduce, appunto, l’obbligo di concordare in forma scritta con i clienti il preventivo per la prestazione professionale. Questa incombenza diviene anche obbligo deontologico facendo sì che in mancanza vi sia illecito disciplinare. Il preventivo dovrà indicare l’esistenza della copertura assicurativa per la responsabilità professionale e il relativo massimale.

Anche i Notai vengono toccati dal provvedimento, facendo spazio ad altri 500 professionisti nei prossimi anni ed eliminando “un assurdo storico” rappresentato appunto dal minimo tariffario. Infatti per il cliente che chiedeva un preventivo a più notai si trovava di fronte ad un vero e proprio “cartello legalizzato”, con il risultato che sotto il minimo tariffario nessun notaio lavorava, anche se molti “tra i colleghi notai” derogavano dal vincolo. Ora con l’articolo 7, comma 1, del decreto Monti si dispone l’abrogazione di” tutte le tariffe professionali, sia massime che minime, comprese quelle di cui al capo V, titolo III, legge 16 febbraio 1913, n. 89” (quelle Notarili appunto).

Altro elemento di grande novità è la modifica del codice civile e precisamente dell’art. 2233 riguardante la determinazione del compenso da parte del Giudice in caso di mancato accordo, nel senso che viene cancellato il riferimento alle tariffe e al parere dell’associazione professionale. In questi casi il Giudice dovrà decidere secondo l’effettiva prestazione prestata dal professionista e non in base ai livelli dettati dalla Tariffa. Le associazioni dei consumatori ma anche lo “Sportello Casa” di ANAMA (info@anama.it) sono a disposizione per ogni delucidazione in merito e per assistere i consumatori nei confronti di queste novità che tanto saranno osteggiate dai professionisti citati.

Redazione

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