Deve essere tutelato il diritto alla privacy
Se le telecamere di videosorveglianza, sono puntate in modo tale, da inquadrare spazi di pertinenza del vicino, si tratta di una situazione che potrebbe danneggiare la privacy e avere delle spiacevoli conseguenze.
Con la sentenza del gennaio scorso, il Tribunale di Catania, ha condannato un uomo a risarcire al suo vicino ben 2 mila euro per il danno non patrimoniale subito a causa dell’intrusione nella sua vita privata. Il Tribunale di Catania condanna per l’intrusione provocata della videosorveglianza del vicino, estesa a spazi di pertinenza dell’abitazione accanto.
La controversia tra vicini
Il tutto scaturiva dallo scontro, tra vicini in cui la moglie dell’uno denunciava l’altro che poi, a sua volta, aveva contro denunciato il vicino (marito della querelante) e aveva poi rimesso la sua querela.
Nonostante ciò, il vicino andava avanti, e sottolineava durante il processo l’aver patito ingiusti danni per essersi “dovuto difendere nell’ambito di un procedimento penale” durato lunghi anni, che gli aveva provocato stress e ripercussioni fisiche.
Inoltre sostenne che il vicino avesse aggiunto agli atti del procedimento, un DVD le cui registrazioni provenivano dall’impianto di videosorveglianza installato presso la sua abitazione; lamentando che le telecamere, riprendevano anche l’ingresso e le finestre del bagno e della cucina di sua proprietà.
Si trattava di una situazione contraria alla normativa sulla Privacy, in tema di installazione di impianti di videosorveglianza in condominio da parte di singolo condomino.
Le richieste fatte al giudice
Venne dunque chiesto al giudice, il risarcimento dei danni, compreso quello relativo alla violazione della privacy. Il vicino di casa convenuto, sottolineava la remissione di querela, ed evidenziava la necessità di essere tutelato, e inoltre che la strumentazione audiovisiva violi la privacy solo per le riprese nei luoghi di privata dimora.
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