Durane l’estate una notizia di agenzia per alcuni giorni ha invaso tutti i media italiani. Il comune di Pisa ha negato la concessione edilizia ad Ikea per non aumentare in modo considerevole la superficie cementificata o asfaltata del proprio territorio. Il fatto, che di per se potrebbe risultare di routine, ci fa riflettere, immediatamente il pensiero va alle inondazioni che puntualmente in Italia si verificano ogniqualvolta la quantità di precipitazioni è appena superiore alla pioggerellina. Uno studio dell’Università Bocconi ha calcolato che nel2005 in pianura padana la quantità di superficie cementificata ed asfaltata ha superato la quota del 50% della superficie totale . Va da se che in questa situazione l’acqua meteorica raggiunge i fiumi in tempi molto più brevi che in passato creando il rigonfiamento e l’esondazione degli stessi con gravi danni alle popolazioni ed alle coltivazioni. Eppure un rimedio esiste, basta guardare fuori dei nostri confini, molte nazione del nord Europa, ed anchela vicina Francia, già da anni stanno attuando la rottamazione degli immobili, cioè hanno emanato provvedimenti che facilitano e favoriscono la demolizione e la ricostruzione di immobili  già esistenti rispetto alle nuove costruzioni che utilizzano aree attualmente destinate a verde. I vantaggi di una simile politica sono diversi, oltre a non impoverire ulteriormente la superficie destinata a verde ed a far sì che l’acqua piovana raggiunga più lentamente i fiumi ed il mare , andando a rimpinguare anche le riserve sotterranee di acqua dolce, consentirebbe di riqualificare interi quartieri sostituendo costruzioni vecchie e non più adeguate alle esigenze attuali con nuove costruzioni tecnicamente aggiornate , dotate di tutti i servizi ivi compresi i parcheggi che tanto condizionano la utilizzazione dei nostri centri urbani, rendendo i centri urbani molto più vivibili.  Si obietterà da parte di molti che in questo modo si va a cancellare una parte della nostra storia, ma in definitiva credo che sia possibile individuare le costruzioni che hanno effettivamente un valore storico e architettonico e salvaguardarle, tutte le altre che comunque per essere adeguate alle attuali esigenze  hanno bisogno di interventi radicali e costosissimi possono tranquillamente essere abbattute e ricostruite magari consentendo di aumentare il numero dei piani a condizione che si costruiscano i posti auto sufficienti. Inoltre saremmo certi di evitare problemi a tutte quelle costruzioni che , nel momento del boom edilizio del dopoguerra, sono state realizzate con malte cementizie povere, Anche il Cresme ha dato queste indicazioni partendo dalla considerazione che circa il 60% del patrimonio immobiliare italiano è stato edificato nel periodo che va dal 1946 al 1971, quindi si tratta di edifici di nessun valore architettonico , con impianti di vecchia concezione, realizzati in fretta per l’esigenza di ricostruire le distruzioni della guerra e  per far fronte alle esigenze dell’immigrazione negli anni del boom industriale. Ovviamente gli stessi principi possono essere adottati per le costruzioni industriali, le periferie delle nostre città sono purtroppo costellate di stabilimenti e capannoni completamente abbandonati da anni , che spesso costituiscono il ricovero di diseredati e di immigrati irregolari.

Questa politica potrebbe inoltre contribuire a calmierare il mercato immobiliare evitando la speculazione che avviene attualmente sul valore dei terreni edificabili ed a rilanciare l’industria edilizia in un momento di crisi generale.

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni in materia dei condomini e la loro amministrazione. Ospite in programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.