E’ valida la maggioranza raccolta “a domicilio” con singole ricevute cartacee?

Domanda:
L’Amministratore di un condominio dove possiedo un appartamento ha affidato l’incarico di consulenza per la verifica del superbonus 110% ad uno studio senza delibera dell’assemblea condominiale. In sostituzione ha adottato la seguente procedura: ha mandato a tutti i proprietari una comunicazione con allegata una ricevuta da riconsegnare dove si doveva esprimere il consenso o meno all’affidamento.

Ho scoperto dopo alcuni mesi che l’incarico era stato affidato, ho chiesto all’amministratore la documentazione relativa ed ho ricevuto copia delle sottoscrizioni d’assenso pari a millesimi 477,20 quindi senza maggioranza. Secondo l’amministratore, al contrario, la maggioranza pari a 520 millesimi ha approvato (peccato che una delle ricevute che lui considerata a favore non sia firmata).

In seconda battuta l’amministratore mi ha scritto che l’assemblea ha approvato il consuntivo che include la spesa per l’incarico per cui tutti dobbiamo pagare il costo della consulenza.

Io non ho pagato, come posso oppormi a questa procedura scorretta a garanzia, fra l’altro, della corretta gestione di una partita complessa come è quella del superbonus 110%? Ringrazio in anticipo per la risposta.

Con cordialità

Marina Alini



Risposta:
Come lei stessa evidenzia per l’approvazione dei lavori oggetto del superbonus del 110% necessaria la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno la metà del valore millesimale. Nel caso specifico la raccolta dei consensi in modo cartaceo fuori da una assemblea potrebbe avere lo stesso valore (chi garantisce l’autenticità delle firme?), ma deve costituire la maggioranza dei partecipanti al condominio. Quanto poi al fatto che la spesa sia stata inserita nel rendiconto annuale, che è stato approvato in assemblea, mi sorge un dubbio: il rendiconto può essere approvato con la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale, se così fosse i lavori in questione non avrebbero mai ottenuto la maggioranza qualificata e necessaria per l’approvazione. Bisogna comunque tener conto del fatto che tale spesa dovrebbe essere inserita nel conteggio del superbonus e finanziata, e quindi restituita all’erogazione del finanziamento.

I tempi brevi dalla entrata in vigore delle normative del superbonus non ci consentono ancora di poter verificare interpretazioni giurisprudenziali in merito.

In definitiva bisognerebbe accertare se l’approvazione del rendiconto anche con maggioranza di un terzo sana l’eventuale difetto di approvazione in fase preventiva. (Umberto Anitori)

Redazione

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