ItaliaOggi il 27 luglio 2005.
Nell’ andare a scartabellare tra le mie carte mi è tornato alla luce un articolo che avevo scritto nell’estate 2005, quando anche allora si era manifestata una mancanza di acqua in molte città, Roma compresa. Questo articolo aveva raggiunto le cronache nazionali e fu pubblicato dal quotidiano ItaliaOggi il 27 luglio 2005. In questo articolo mettevo in evidenza come il problema dell’approvvigionamento e del risparmio dell’acqua sarebbero sempre di più risultati problemi primari per la vita del genere umano e nello stesso tempo mi permettevo di evidenziare come, specie in Italia, qualsiasi iniziativa virtuosa nel senso di risparmiare acqua o limitarne il consumo dovesse, gioco forza, passare dal condominio.
Allarme inascoltato
Purtroppo il mio allarme ed i ben più autorevoli appelli di molti studiosi de settore sono rimasti inascoltati, in modo particolare da chi deve regolamentare la vita delle popolazioni ed in particolare nei condomini.
Nel 2012 è stata approvata (dlg220/2012) la riforma del codice civile nel condominio ma non una parola è stata spesa per organizzare e regolamentare l’uso di beni primari come l’acqua o di servizi parimenti primari come la raccolta dei rifiuti, soltanto qualche accenno per incoraggiare l’utilizzo di energia da fonti non fossili-
Trascorsi invano 18 anni
Nei diciotto anni esatti che sono trascorsi da quando misi in evidenza il problema dell’acqua nella vita dei condomini, peraltro aggravato dal fatto che ogni comune adotta regolamenti diversi e si affida a municipalizzate o addirittura a ditte esterne-
Governi di ogni colore sempre insensibili
Sembra veramente paradossale, che non esista una legge uguale per tutta la nazione che regoli la distribuzione dell’acqua ai cittadini, ogni volta che il legislatore interviene in materia di condominio lo fa con lo scopo di cercare di eliminare l’enorme contenzioso giacente presso i nostri tribunali, andando a complicare ulteriormente le procedure a tutela dei vari diritti, quando invece sarebbe molto più semplice e di facile applicazione dettare le regole che consentano a tutti di rispettare i diritti della collettività in modo da rispettare anche se stessi.


