Il mercato immobiliare vive un momento di grande effervescenza.
Dopo anni di difficoltà che hanno portato il numero delle compravendite residenziali sotto le 500.000 unità oggi registriamo una ripresa del mercato. Infatti, siamo giunti nel 2025 a 774.000 compravendite residenziali e si prevede per il prossimo anno di raggiungere quota 780.000 (fonte : Nomisma).
Questo conferma il positivo momento economico delle agenzie immobiliari, che registrano un aumento del fatturato e quindi dello sviluppo aziendale.
In conseguenza di questo fenomeno, vi è un aumento dei posti di lavoro, con l’inserimento di nuovi collaboratori presso le agenzie che puntano ad allargare il campo delle acquisizioni immobiliari e dell’offerta dei servizi alla clientela.
Uno dei baluardi dell’attività è l’abilitazione professionale. I consulenti che si affiancano ai tutor devono abilitarsi per poter operare in piena regola sul mercato.
Il percorso abilitativo è difficile e complicato! Per fare l’agente immobiliare bisogna possedere un diploma di scuola media superiore, frequentare un corso di 150 ore e superare un esame presso la Camera di Commercio. A dire il vero ci sarebbe una seconda strada, rappresentata dal praticantato che però da oltre 25 anni attende la sua regolamentazione e quindi non è efficace, non c’è!
Ad oggi c’è solo il superamento di un esame che si fa di fronte a una commissione nominata dal presidente della Camera di Commercio, composta per legge da un dirigente della Camera di Commercio di alto livello, due docenti di scuola media superiore e nel caso in cui se ne veda la necessità, la nomina di un esperto del settore specifico, oltre al segretario.
Queste commissioni sembrano animate però da uno spirito negativo e quindi sono più propense a bocciare che a promuovere i candidati che si presentano per l’abilitazione. Infatti una recente indagine ha stabilito che solamente il 20% dei candidati supera la prova abilitativa, mentre il’80% viene rimandato a casa.
Non si capisce il perché: infatti agli esami si presentano diplomati e laureati, che frequentano le agenzie immobiliari come collaboratori e quindi conoscono bene l’andamento del mercato e che hanno frequentato un corso molto importante ed impegnativo di 150 ore.
Questo corso, abilitante all’esame, è realizzato secondo le norme regionali, mentre l’esame passa nelle mani della Camera di Commercio il più delle volte poco incline ad assecondare questi bisogni. Sembra quasi che la CCIAA soffra il peso di organizzare e gestire la prova abilitativa.
Ieri il presidente di Academy Srl, Paolo Bellini, nonché Presidente di A.I.A. – Associazione Interprofessionale Agenti – che guida uno degli enti di formazione più longevi del Veneto e dal 2006 è attivo sul piano della formazione per le agenti immobiliari – ha partecipato alla sessione d’esame orale per agenti immobiliari a Rovigo.
Diligentemente il Presidente Bellini ha annotato tutte le domande che sono state fatte ai candidati.
Ciò che è emerso è la tendenza a bocciare gli allievi e non di certo ad aiutarli a superare la prova.
Infatti, su nove candidati solo tre sono risultati idonei quando invece, dalla valutazione del Presidente di Academy, almeno sei erano da promuovere!
Anche per questa esperienza e su questi ragionamenti Academy si è rivolta all’associazione interprofessionale agenti (A.I.A.) per chiedere un confronto con il presidente della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, Massimo Zanon, da cui dipende la commissione esaminatrice.
In ballo c’è il futuro dei giovani che vogliono intraprendere l’attività di agenti immobiliari, che desiderano mettersi in regola proprio perché già collaborano presso le agenzie, ma rischiano giornalmente di svolgere attività abusiva, che comporta sanzioni variabili tra 5.000 e 15.000 € di multa e segnalazioni di certo non favorevoli per il futuro professionale.
Un’altra anomalia è il fatto che non si conoscono le generalità degli esaminatori.
La legge è molto chiara in questo caso e stabilisce principi di trasparenza come il fatto che gli esami orali sono pubblici e che si devono svolgere in aule idonee a contenere non solo i candidati alla prova d’esame, ma anche il pubblico che intende seguire gli esami.
Ieri a Rovigo – invece – le prove si sono tenute in sale anguste e non sufficientemente idonee a contenere il numero di persone che volevano seguire gli esami.
Di questo se ne farà carico l’A.I.A. l’associazione interprofessionale agenti che attraverso contatti con il presidente della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, con la Regione Veneto e il Ministero delle imprese e del made in Italy, cercherà di dare la propria esperienza affinché si intervenga per mettere ordine in un sistema penalizzante per coloro che vogliono intraprendere l’attività di agente immobiliare ed aprire la propria azienda.



