L’intensificazione dei controlli della Guardia di Finanza nelle agenzie immobiliari, finalizzati a contrastare l’abusivismo professionale, rappresenta un passaggio cruciale per la trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori. Un’azione necessaria, che tuttavia richiede una lettura equilibrata del fenomeno per evitare di colpire indiscriminatamente chi opera nel rispetto delle regole e chi si sta formando per accedere alla professione.

In questo contesto si inserisce l’intervento dell’Associazione Interprofessionale Agenti (AIA), che ha ribadito una posizione chiara e coerente: collaborazione con le istituzioni, in un’ottica bipartisan, e parallelamente tutela del lavoro regolare, della formazione e del ricambio generazionale nel settore immobiliare.

Proprio per contribuire in modo attivo e strutturato alla gestione dei controlli e all’interpretazione corretta del fenomeno, AIA ha convocato la Presidenza nazionale a Roma, per un incontro operativo dedicato al tema. La riunione si terrà mercoledì 28, presso la sede nazionale AIA di via Lombardia 40, con l’obiettivo di definire una linea condivisa che consenta di gestire il fenomeno con attenzione, professionalità e competenza.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il fenomeno dei controlli, se non governato, rischia di creare confusione tra figure irregolari e giovani praticanti inseriti in agenzia esclusivamente a fini formativi. Per questo AIA ha avviato un confronto interno finalizzato a costruire una strategia che, da un lato, tuteli i titolari di agenzia che favoriscono l’inserimento di giovani all’interno di gruppi di lavoro strutturati, e dall’altro offra uno scudo di garanzia e tutela ai giovani consulenti che frequentano le agenzie, per imparare la professione.

Il praticantato, infatti, rappresenta uno snodo fondamentale per il futuro del settore. Non a caso AIA è stata la prima associazione di categoria nazionale a istituire il Registro dei Praticanti, realizzato in collaborazione con MDC (Movimento Difesa del Cittadino). Un registro che consente di dare trasparenza e riconoscibilità ai percorsi di formazione, vincolando i praticanti a un preciso codice di condotta. Ogni praticante AIA è tenuto a indicare il tutor, un agente immobiliare esperto, che lo affianca lungo l’intero percorso formativo a partecipare alle attività di formazione e aggiornamento normativo organizzate dall’Associazione in collaborazione con l’ente di formazione Academy.

Un modello che produce benefici concreti per tutti gli attori coinvolti: per le istituzioni tenute al controllo, che possono distinguere con maggiore chiarezza le posizioni; per i titolari di agenzia, che operano in un quadro regolato; e per i giovani, che possono costruire il proprio percorso professionale in modo legittimo e tracciabile.

Sul tema è intervenuto direttamente il Presidente di AIA, Paolo Bellini, chiarendo il ruolo dell’Associazione nel rapporto con le iniziative istituzionali: «AIA non agisce contro le iniziative, ma le governa mettendosi a disposizione delle stesse. Il fenomeno del praticantato è positivo perché fa emergere tutte le risorse che ambiscono a diventare agenti immobiliari e dà futuro e continuità a una preparazione fondata sulla formazione. L’obiettivo è chiaro: entro 24 mesi bisogna abilitarsi e raggiungere il traguardo professionale».

In questa prospettiva si colloca anche il dialogo istituzionale in corso con il Governo. Nei prossimi giorni, la Presidenza AIA incontrerà il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il suo entourage, per proseguire il percorso di emanazione del decreto ministeriale che renda pienamente operativo il praticantato approvato nel 2001. Un provvedimento atteso da tempo, destinato a semplificare e rendere più efficiente il processo di formazione e abilitazione dei futuri agenti immobiliari.

Per AIA, legalità e formazione non sono obiettivi in contrasto, ma due pilastri complementari: contrastare l’abusivismo significa anche creare regole chiare per chi vuole diventare, domani, un professionista regolarmente abilitato.

Redazione

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