Acquisire l’abilitazione alla professione di agente immobiliare non è facile. Servono un diploma di scuola media superiore, la frequenza obbligatoria di un corso di 150 ore e il superamento di un esame. Si stima che in Italia ci siano almeno 20 mila giovani che frequentano le agenzie immobiliari e sono in attesa di abilitarsi. Esiste una legge apposita per il Praticante (art. 18 legge 57/2001) che stabilisce altri requisiti per diventare agenti immobiliari, che sono: il diploma, la pratica professionale di 12 mesi presso un agente immobiliare, abilitato da almeno tre anni e la frequenza di un corso teorico di formazione. Il tutto per un accesso al REA in Camera di Commercio senza esame (ma con il controllo serrato dell’effettuazione del periodo di pratica).
A tutto ciò vanno aggiunti i Crediti Formativi annuali ai quali tutti gli agenti immobiliari abilitati dovranno acquisire, per il necessario aggiornamento normativo, fiscale e tecnico.
Quindi due strade di accesso alla professione. Quella con corso ed esame – che si dovrebbe esaurire in un massimo cento giorni e quella con corso teorico e formazione pratica di un anno presso il tutor. Quest’ultima norma manca del Decreto Attuativo del MISE (Mimit), il Ministero competente.
A.I.A. l’Associazione Interprofessionale Agenti, guidata dal presidente Paolo Bellini, ha intensificato i contatti e il confronto con la segreteria del Ministro Adolfo Urso per giungere al varo del Decreto e rendere efficace una legge che giace in Parlamento da venticinque anni.
In questo modo si eliminano gli abusivi dalle agenzie, si da una prospettiva seria di lavoro ai giovani candidati agenti immobiliari e si rende merito a chi da anni lotta per raggiungere questo obiettivo.



