Interpellato il Governo sull’istituzione di un Consorzio pubblico – privato. L’iniziativa tende a fornire garanzie alle banche per mutui prima casa
di Paolo Bellini *
Dal dopo guerra al boom economico, dal piano agrario all’industrializzazione per giungere a tangentopoli in Italia abbiamo registrato molti fenomeni caratterizzanti lo stato dell’economia e della vita dei suoi cittadini
Oggi per molti siamo entrati nell’era del bisogno! Per meglio intenderci la stragrande maggioranza delle famiglie italiane fatica ad arrivare a fine mese e fa acquisti solo per necessità, per bisogno appunto. E quindi capita che le scarpe nuove le acquisto solamente se mi si sono rotte quelle vecchie o il tagliando alla macchina lo faccio solo se capita che non funzioni qualcosa: altrimenti si tira avanti! Questo fenomeno lo si registra, in parte, anche per la casa. Le compravendite residenziali sono diminuite passando da circa un milione di atti di compravendita del 2007 alle ottocentomila del 2011. Un calo del 20% che porta con se il “tirare avanti” di molte famiglie che non possono permettersi di programmare l’acquisto della casa perché prese dalla quotidianità, dal vivere “giorno dopo giorno”, dalla precarietà del posto di lavoro e dalla difficoltà di accedere al credito bancario.
ANAMA, l’associazione di categoria degli agenti immobiliari di “Casa Confesercenti” ha interrogato il Governo chiedendo interventi urgenti a sostegno della casa e delle famiglie. E il piano può trovare attuazione solamente se si predispongono strumenti di garanzia aggiuntivi a quelle che una famiglia media può offrire al sistema bancario. In pratica ANAMA chiede l’istituzione di una sorta di Confidi per le famiglie (oggi presente per le piccole e medie imprese) che intendono acquistare la “prima casa”. Un organismo che veda la partecipazione della Stato, degli Enti territoriali, delle Banche e delle associazioni di categoria che nasce con lo scopo di fornire agli acquirenti in cerca di mutuo quelle garanzie richieste dal sistema bancario che, altrimenti, non potrebbero mai fornire. L’obiettivo è quello di scardinare il principio che le banche di norma “i soldi li danno a chi li ha!” e se ciò fosse, tra qualche anno ci troveremo a registrare un ulteriore calo delle vendite con una ricaduta negativa nel settore della casa e dell’edilizia, generando un contraccolpo nell’economia di certo dirompente. Infatti il comparto è ancora trainante sia per gli investimenti che attrae sia per la forza lavoro che coinvolge. Se viene meno l’edilizia si mettono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro, sia diretti che nell’indotto. Lo sviluppo delle città passa attraverso la capacità di ristrutturare i centri storici, di riconvertire gli enormi volumi delle periferie e di costruire agglomerati residenziali, con tecniche ed accorgimenti energetici nuovi, capaci di ridurre al minimo i costi di gestione e garantendo nel contempo una vivibilità sostenibile.
* Presidente Nazionale ANAMA – www.anama.it



