Ci siamo, il ritorno della tassa sulla casa è ormai realtà, ma gli interrogativi su tempi e modalità di pagamento non sono ancora risolti, pur a pochi mesi dalla prima scadenza. Le ultime notizie parlano di un pagamento suddiviso in 3 rate: l’acconto di giugno sulla prima abitazione verrà calcolato con un’aliquota dello 0,4% sulla rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 160, da cui vanno detratti 200 Euro e 50 Euro per ogni figlio di età inferiore a 26 anni e convivente. Sul valore calcolato si pagherà un terzo.
Il calcolo per le case non destinate ad abitazione principale avverrà a partire dalla stessa rendita con un’aliquota di riferimento dello 0,76%. In questo caso non è ancora chiaro se il pagamento avverrà in tre rate o in due. Il valore dell’imposta si saprà a settembre e le due rate successive a quella di giugno saranno variabili in funzione delle necessità di bilancio.
Venendo a degli esempi pratici, se un Comune tassa dello 0,6% una casa dalla rendita di 1.000 Euro, la prima rata sarà di 157,33 Euro, ma le due successive salirebbero a 325,33 Euro per arrivare al totale di 808 Euro. Se invece il Comune applicasse l’aliquota minima dello 0,2%, il contribuente maturerebbe il diritto a un rimborso pari a 21,33 Euro, in quanto la sua imposta totale ammonterebbe a 136 Euro a fronte di 157,33 pagati in giugno.
Nel mentre in molti si dilettano in calcoli e previsioni, le polemiche e le discussioni non mancano. Una di queste riguarda la rateizzazione dei pagamenti, considerato l’impatto che produrrebbe sulle casse dei comuni, già in pesante difficoltà. Un secondo fronte di discussione riguarda l’agevolazione richiesta e non concessa per gli anziani ricoverati in casa di cura o ospizi. Un altro fronte di polemica riguarda la mancata riproposizione dell’abbattimento delle aliquote per i possessori di abitazioni concesse in locazione che, per la Corte dei Conti, potrebbe ridurre la convenienza a regolarizzare i rapporti di locazione. Un ultimo punto di discussione acceso, più generale, riguarda gli scenari per l’immobiliare, con l’IMU vista come un ulteriore elemento di negatività in un comparto che stenta a ripartire e che vive oggi una crisi molto pesante. A detta di molti operatori, la stretta creditizia in essere sui mutui prima casa e la reintroduzione dell’IMU potrebbero spingere molti italiani a ritardare il momento di realizzazione del sogno legato alla prima casa, con effetti ulteriormente depressivi sul mercato.

