Come si diventa agenti immobiliari in Italia? A norma della legge 3 febbraio 1989 n. 39 e successive per diventare agente immobiliare è necessario possedere un diploma di scuola media superiore o una laurea, frequentare un corso autorizzato dalla Regione e superare un esame presso la Camera di Commercio della provincia di residenza. Nel 2001 si è introdotto, per legge, la possibilità di entrare a far parte della categoria dei mediatori immobiliari anche mediante la pratica professionale, frequentando per un anno un agenzia immobiliare e seguendo un corso teorico di approfondimento. Questa “seconda strada” di accesso non prevede l’esame finale. Purtroppo, come accade spesso in Italia, questa legge di Stato non può essere applicata in quanto manca il Regolamento di attuazione. E seppur indicato espressamente nel testo della legge che nei sei mesi successivi, al varo della norma, questo Regolamento doveva essere adottato si è ancora in attesa che il Parlamento si pronunci in merito. Ora, a questo “vuoto legislativo”, ci pensa l’Anama che proprio in questi giorni ha convocato a Roma il tavolo tecnico – legale per elaborare la bozza di Regolamento da sottoporre alla valutazione della Commissione parlamentare competente. Un agente immobiliare deve conoscere materie fondamentali come: diritto civile, diritto commerciale, estimo, urbanistica ma anche l’amministrazione di un agenzia, le fatture, le cambiali e le sanzioni che stanno alla base dei controlli dell’Ente camerale. Oggi risultano attivi sul mercato dell’intermediazione immobiliare non meno di 100 mila operatori, sparsi in tutta Italia. Ma il guaio è che almeno altrettanti si propongono sul mercato “come abusivi”, praticamente favorendo la conclusione di affari immobiliari senza avere la dovuta “qualifica professionale”. Per controllare se un soggetto è iscritto regolarmente alla Camera di Commercio è sufficiente portarsi presso l’ufficio Albi e Ruoli della CCIAA e chiedere con il nominativo se è iscritto o meno nei registri camerali. La legge in questi casi è inesorabile: o sei iscritto alla Camera di Commercio o non hai diritto alla provvigione. E se un consumatore ha pagato comunque la provvigione ad un abusivo ha diritto alla restituzione. La provvigione viene stabilita dalle parti, con libera contrattazione e nel caso in cui non si fosse proceduto a concordarla vengono in soccorso gli “Usi e consuetudini”. Si tratta della raccolta dei comportamenti commerciali, verificati ed aggiornati ogni cinque anni dall’apposita commissione (presieduta dal Presidente del Tribunale) che determina usi e comportamenti che diventano legge quando non vi sono altri patti stabiliti. E quindi per la vendita di un appartamento le agenzie, di norma chiedono il 3% del prezzo da ciascuna parte; la stessa si riduce al 2% per la semplice “messa in contatto della parti” favorita dall’agente immobiliare. Questo è stabilito dall’uso e dal comportamenti consolidati nel tempo. Se il professionista oltre alla mediazione offre anche assistenza, garanzie e svolge attività come pubblicità, visite, sopralluoghi, oltre a garantire i rapporti con il Comune e d il notaio allora la provvigione si posiziona sul 3% omnicomprensiva di spese. Il compenso al mediatore va pagato al preliminare, anche se il suo impegno professionale termina al rogito notarile, che di norma si celebra dopo qualche mese. Le scuole di formazione per agenti immobiliari sono quelle delle Camere di Commercio e gli Enti autorizzati come il CESCOT della Confesercenti, il Capac della Lombardia e Academy, che ha ideato un percorso formativo on line, riconosciuto dalla Regione Veneto e valido per la certificazione necessaria all’esame finale. Per informazioni: info@corsiacademy.it .

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