Il sistema del prezzo-valore permette di risparmiare sulle imposte da pagare al momento dell’acquisto di un immobile
Veniamo al dettaglio:
Le imposte da versare al momento del rogito sono tre:
imposta di registro, proporzionale al valore dell’immobile e da pagare in percentuale diversa a seconda che sia prima o seconda casa;
imposta ipotecaria;
imposta catastale.
Mentre le ultime due sono imposte in misura fissa, e quindi non sono calcolate in base al valore dell’immobile, l’imposta di registro viene corrisposta nella misura del 2% del valore dell’immobile – se si tratta di prima casa – o del 9%, in caso contrario.
Proprio a questo proposito, molti non sanno è che esiste un sistema che permette di ridurre notevolmente i costi fiscali da sopportare al momento dell’acquisto di una casa: il sistema del prezzo-valore. Questo meccanismo consente di calcolare le imposte di registro su un valore inferiore rispetto al prezzo di acquisto, garantendo un risparmio significativo.
Vediamo nel dettaglio come funziona questo sistema e perché è così vantaggioso.
Il sistema del prezzo-valore, previsto dall’art. 1, comma 497 della Legge n. 266/2005, stabilisce che le imposte di registro, ipotecarie e catastali vengano calcolate sul valore catastale dell’immobile e non sul prezzo di acquisto effettivo. Questa opportunità è riservata alle persone fisiche che acquistano immobili ad uso abitativo (purché non siano immobili di lusso) e relative pertinenze, come garage e cantine. Per accedere al regime del prezzo-valore, l’acquirente deve semplicemente farne richiesta al notaio al momento della stipula dell’atto.
Il vantaggio principale è che l’imposta di registro si calcola su un valore spesso inferiore a quello di mercato. Facciamo l’esempio di un immobile che viene acquistato a 300.000 euro, ma ha un valore catastale di 140.000 euro. Se si calcolasse l’imposta di registro sul prezzo di acquisto, per la prima casa, si pagherebbe il 2% di 300.000 euro, quindi 6000 euro. Richiedendo di avvalersi del sistema prezzo-valore, invece, l’imposta si calcola sul valore catastale, che nel nostro esempio corrisponde al 2% di 140.000 euro, ovvero 2.800 euro. Questo sistema permette, quindi, di risparmiare notevolmente sull’imposta di registro. Inoltre, per gli immobili che non siano una prima casa, il risparmio è ancora maggiore, dato che l’aliquota sale al 9%.
Un altro grande vantaggio è che l’Agenzia delle Entrate non può accertare un valore maggiore rispetto a quello dichiarato nell’atto. Normalmente, l’Agenzia può effettuare controlli per verificare se il prezzo di compravendita è inferiore al valore di mercato e, in caso di incongruenze, potrebbe chiedere il pagamento di imposte aggiuntive. Con il regime del prezzo-valore, invece, questo rischio viene completamente annullato, posto che il valore catastale immobiliare è un valore risultante dai pubblici registri, non soggetto ad una valutazione arbitraria dei proprietari di un immobile. Ciò garantisce, oltre ad un grande risparmio, anche maggiore sicurezza per l’acquirente.
Il prezzo-valore non si applica nei seguenti casi:
• se l’acquirente è una società o un’impresa;
• se l’immobile acquistato è destinato a uso commerciale o ufficio;
• se l’acquirente non richiede espressamente l’applicazione del regime nell’atto.
Il prezzo-valore è uno strumento importante per chi acquista un immobile ad uso abitativo, in quanto oltre a consentire un risparmio significativo sulle imposte e garantisce la perfetta regolarità fiscale. A chi si accinge ad acquistare casa consigliamo di esaminare questa possibilità con il proprio notaio.


