Sono molte le realtà gestite in Comunione. Ecco una serie di articoli che illustrano l’istituto e le sue peculiarità
La comunione non è solo una norma disciplinata dal Codice civile, ma è uno stile di vita.
Vivere in comunione presuppone tolleranza, spirito assoluto di condivisione e apertura mentale.
Digitando sul browser di google “Vivere in comunione”, vi si aprono link che parlano di comunione con Dio e, se ci pensate bene, ha senso anche a livello pratico perché non è facile vivere in comunione con il prossimo, a causa delle nostre debolezze e fragilità.
La Contitolarità
Ci vuole tutta la nostra buona volontà e quella del prossimo per accettare davvero il concetto asettico di “contitolarità di un diritto reale di godimento”.
La condivisione incondizionata e totale con gli altri, presuppone un grande accordo e altrettanta armonia e altruismo.
E’ a prova, della sottile difficoltà, il fatto che la comunione sia disciplinata dal Codice civile dagli articoli 1100 e seguenti.
Norme regolatrici
ART. 1100 del Codice Civile recita: “Quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone, se il titolo o la legislazione non dispone diversamente si parla di comunione”.
Ci sono vari tipi di comunione
VOLONTARIA: quando nasce per la volontà delle parti;
LEGALE: se il suo titolo è nella legge;
INCIDENTALE: quando il rapporto comunitario nasce indipendentemente dalle parti (coeredi);
ORDINARIA quando ogni singolo partecipante ha la facoltà di scioglierla e chiedere la divisione;
FORZOSA quando questa facoltà è negata, perché i beni altrimenti cesserebbero di servire all’uso cui sono destinati (muro, acquedotto).
Quote dei partecipanti
ART. 1101 del Codice Civile: “Le quote dei partecipanti si presumono eguali. Il concorso dei partecipanti, tanto nei vantaggi, quanto nei pesi della comunione, è in proporzione delle rispettive quote“.
(Segue : il concetto di quota)



