Lo studio di Deloitte
Secondo una delle principali società di analisi e consulenza finanziaria (Deloitte) per adeguarsi alla Direttiva Europea sulle case green servono almeno mille miliardi.
Questo dato ha già allarmato Confediliza che, con col presidente Giorgio Spaziani Testa, ha già lanciato l’allarme.
La Classe energetica degli immobili
l’Italia ha un primato negativo: l’83% degli edifici residenziali italiani è stato edificato prima del 1990, e più della metà (57%) risale a prima degli anni Settanta. Nel nostro Paese, gli immobili di classe energetica F e G rappresentano il 63% del totale del parco immobiliare residenziale. Mentre invece in Germania gli immobili nelle classi basse sono il 45%, in Spagna il 25% e in Francia il 21%.
Le case italiane valgono 6 milioni di euro
Gli immobili residenziali costituiscono circa il 55% della ricchezza complessiva delle famiglie italiane, per un valore di circa 6 trilioni di euro su un totale di 11.
La neutralità energetica nel 2050
Le nuove norme europee puntano a migliorare strutturalmente l’efficienza energetica degli edifici al fine di ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2. L’obiettivo è la neutralità energetica entro il 2050 attraverso la riduzione del consumo energetico, l’azzeramento delle emissioni, l’eliminazione delle caldaie alimentate a combustibili fossili e l’installazione di pannelli solari.
Ristrutturare per consumare meno
Ogni stato membro avrà la flessibilità di adattare la normativa al proprio territorio, purché almeno il 55% della riduzione del consumo energetico derivi dalla ristrutturazione degli edifici con classi energetiche meno efficienti.
La direttiva avrà conseguenze sull’erogazione dei mutui, sui “loan to value” e sui Risk Weighted Assets (RWA).


