Decoro architettonico: uno dei beni comuni
Il decoro architettonico, pur non essendo espressamente indicato nell’articolo 1117 codice civile, rientra tra i beni comuni che ha maggior rilievo per il condominio; esso è difficilmente inquadrabile a livello teorico, ed è complesso anche riconoscere la sua lesione o legittima modifica.
Il decoro architettonico, è un valore insito nell’esistenza stessa dell’edificio, non assoluto, ma misurato in base alle caratteristiche di ogni singolo fabbricato, il quale ha una propria ed unica dignità estetica.
Per cui, a differenza degli altri beni comuni, per i quali, una volta cessato il “vincolo di destinazione“, possono essere dismessi o meno dai condomini all’unanimità, così non è per il decoro architettonico.
Infatti non è cedibile, in quanto intimamente unito alla struttura stessa del fabbricato.
Cos’è il decoro architettonico?
Il codice civile non da una definizione di decoro architettonico, ma si limita a stabilire che le innovazioni di cui all’articolo 1120 codice civile, non possono alterarlo o lederlo.
La giurisprudenza insieme alla dottrina, sono intervenute per far fronte a questa mancanza, infatti, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 1472 del 1965, ha stabilito che il decoro “risulta dall’insieme delle linee e dei motivi architettonici e ornamentali che costituiscono le note uniformi dominanti ed imprimono alle varie parti dell’edificio stesso nel suo insieme, dal punto di vista estetico, una determinata fisionomia, unitaria ed armonica, e dal punto di vista architettonico una certa dignità più o meno pregiata e più o meno apprezzabile.
Esso è opera particolare di colui che ha costruito l’edificio e di colui che ha redatto il progetto, ma una volta ultimata la costruzione costituisce un bene cui sono direttamente interessati tutti i condomini e che concorre a determinare il valore sia delle proprietà individuali che di quella collettiva sulle parti comuni“.
Tale orientamento consolidato nel tempo, è confermato da sentenze più recenti, come la n. 851 del 2007, che vedono nel decoro “l’estetica del fabbricato, data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità”.
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